I Giganti

Nelle scorse settimana si è aperto a Delhi il primo summit fra India e Africa diretto ad incrementare le relazioni d’affari e il commercio (materie prime).

Questa mossa cerca di contrastare, un po’ in ritardo, l’arrembante politica estera cinese già presente con progetti, prestiti convenienti, partnership in molti paesi dell’Africa ricchi di materie prime (Angola, Mozambico, Tanzania). Lo stesso ritardo indiano s’avverte in Asia dove Birmania, Cambogia, Laos (grazie anche la diaspora cinese) e Kazakhstan sono, ormai, nell’area economica di Pechino.
Delhi cerca di approffitare delle critiche mosse al modello di cooperazione cinese con i paesi africani che è molto semplice: voi datemi le materie prime io finanzio quello che volete, senza controlli su come e da chi sono utilizzati i denari. Se vi è corruzione, se i soldi finiscono in Svizzera, se vengono comprate armi o se i recipienti sono dittatori pazzi ai Cinesi non interessa.
Comunque a Delhi il primo ministro Manmohan Singh (nel suo elegante turbante pastello), di fronte a 24 rappresentanti dell’Africa, ha promesso “the least 500 million dollars over the next five years, to be used for projects and services in Africa, and has also pledged to bring financing from the 2.15 billion dollars of the past five years (electrical grids in Mozambique and Ethiopia, railways in Senegal and Mali, cement factories in Congo, construction projects in Ghana, military structures in Sierra Leone, technology training centres in Lesotho) to more than 5.4 billion.” 
Una guerra commerciale, a suon di promesse, sta aprendosi per le immense riserve di gas e petrolio dell’Angola e della Nigeria e in Venezuela.
LA Cina è riuscita a sfruttare il credito derivante dagli aiuti dati a molti movimenti di liberazione in Africa durante gli anni e il suo commercio con l’Africa cresce più del 100% annuo.
Per entrambi i giganti questo periodo è movimentato. La crescita dei costi delle materie prime aumenta i costi di produzione (+8% a maggio) come mai era accaduto in questi anni determinando un calo delle esportazioni e un aumento dell’inflazione.
Entrambi i paesi hanno ancora la maggioranza della popolazioni al limite della soglia di povertà e gli aumenti dei prezzi dei beni primari in assenza di ogni meccanismo di protezione dei salari rischia di creare enormi tensioni sociali.

<!– –>

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...