Buon Diwali o Tihar

In Nepal sono iniziate le feste del Tihar che raggiungeranno il culmine fra tre giorni quando s’accenderanno file di lampade e lumini (questo traduce Tihar o Diwali) nelle case e nei templi di tutto il subcontinente per propiziare la Dea Lakshmi
La consorte di Vishnu è eterea come la fortuna e il benessere che rappresenta, a volte dipinta seduta su un fiore di loto, le scorre fra le mani un fiume di monete.
In tutte le case si preparano vassoi con dolci, noci di cocco, monete, fiori, riso e polvere rossa di sirdur, tutti segni di prosperità che vengono posti sotto i ritratti della graziosa divinità. La crisi ha fatto diminuire gli acquisti per i tradizionali regali, che, nel tempo, sono passati dagli economici dolciumi a più tecnologici I Pod.
Sembra che anche i nuovi ricchi, scettici, occidentalizzati nepalesi e indiani intensificheranno le preghiere a Lakshmi per contrastare la crisi importata da Occidente.
In India la Borsa ha perso nell’ultimo giorno di contrattazioni l’11%, sono previsti 150.000 esuberi solo fra le compagnie aeree, la crescita del PIL dovrebbe fermarsi al 7% (rispetto al 10% previsto). Non poco, a dire la verità, rispetto alla stagnazione occidentale; l’India vedrà calare le esportazioni ma resiste la domanda del mercato interno su cui hanno, da sempre, puntato.
Il rallentamento del Grande Fratello avrà ricadute sulla straziante economia nepalese e preoccupa ancor di più la probabile diminuzione degli aiuti internazionali (per la crisi dei donatori) e delle rimesse degli emigranti.
Forse la crisi farà riscoprire anche l’antica tradizione Newari (l’originale etnia i Kathmandu) in cui il Tihar segnava la fine del ciclo dei raccolti, dell’anno Samvat e il momento di fare i conti e restituire i debiti.
Le leggende raccontano di Re che riottennero il regno grazie alla Dea e di principi scampati alla morte per aver acceso lampade in suo onore, di eterne lotte fra il bene e il male. Per questo la luce è la caratteristica di questa festa e Kathmandu, come le città dell’India, sono illuminate, oggi con lampade elettriche, un tempo con lumini di burro.
In questi giorni malla (collane) e rosse tika ornano le mucche, l’animale di Lakshmi, che con latte, burro e sterco dona prosperità nelle civiltà contadine.
Malla, tika e offerte sono fatte anche al Signore del Tempo Yama, al suo messaggero il corvo e ai cani che sorvegliano, nella mitologia, le porte dei cicli della vita e della morte; il passaggio del tempo riporta all’antico capodanno dei Newari e di altre comunità indiane.
E’ una bella festa ancora sentita, vissuta e diffusa che raccoglie le famiglie, risveglia i templi e illumina la città. Un tempo il surplus di guadagni era giocato fra le strade e le piazze ai dadi o ad altri giochi d’azzardo. Oggi non più permessi dalle autorità e dalla penuria di denaro.

Oggi il Nepal riapre alle adozioni internazionali dopo lo scandalo che le bloccò nel maggio 2007, argomento per un prossimo post.

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Una risposta a “Buon Diwali o Tihar

  1. Ciao Enrico, come stai?
    Noi sempre incasinatissimi…. Quando sarai a KTM? Ti offro un bicchiere di vino, o una birra, a scelta! 😉 Nello michiedeva dove poteva rivolgersi per sapere se l’organizzazione per le adozioni internazionali di cui si occupa è registrata o no. Dice che ha provato anche a telefonare ai numeri (dare i numeri, infatti) del governo nepalese ma non risponde nessuno. Tu hai qualche idea? Personalmente sono contraria alle adozioni…
    Baci e abbracci
    Niki

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