genova: vassalli, valvassori, famigli

ganeshChiara e fredda mattina d’estate, l’aria di Kathmandu era ancora pulita, in fondo alla valle si vedeva qualche picco del Ganesh Himal. La jeep si era rotta ed era a riparare e non potevamo andare ai villaggi, questa la ragione della levataccia. Ciondolovamo nella Piazza di Basantapur, l’ombelico di Kathmandu, erano i mesi che precedettero la rivoluzione (aprile 2006) che abbattè Gyanendra, mise i maoisti nel gioco politico\istituzionale e il Nepal fuori dal conflitto. In sintesi non sapevamo cosa fare, l’ufficio era chiuso ci sedemmo come ai vecchi tempi sui gradini del tempio, quello di Shiva e Parvati. Da una finestrella i due innamorati guardano il mondo.
La situazione generale induceva a parlare di politica, di sistemi istituzionali, di democrazia; discorsi da fare quando non c’è niente di meglio. C’era Salam, addirittura una volta candidato del Congresso, il giovane Rajesh speranzoso nei maoisti, Francesco, antico rivoluzionario diventato pompiere, a cui ogni riferimento alla politica italiana gli faceva venire il vomito. Non perdeva occasione di buttare acqua sulle speranze di Rajesh, con napoletano cinismo.
La sua tesi (non del tutto da buttare) è che la democrazia rappresentativa (ottocentesca) è morta e ad essa si è sostituito un’aristocrazia politica (in Italia la chiamano casta ma qui ha un’altra valenza) fatta di mandarini professionisti (che non hanno fatto altro nella vita) finanziati dai signori dell’economia (a cui devono favori) e che, a volte, intervengono direttamente con la loro schiera di segretari e dipendenti.
Ogni tanto i servi della gleba s’incazzano e mandano qualcuno di loro (vedi la Lega Nord in Italia) ma questi vengono velocemente cooptati\comprati dal sistema. Del resto la torta ( o qualche fetta) piace a tutti.
Il sistema si dipana, poi, in vassalli (manager di stato, industriali, alti magistrati, direttori di giornali, feudalesimovertici sindacali), valvassori (sindaci, dirigenti ministeriali di ASL, ospedali, compagnie di stato, professori universitari etc.), valvassini (dirigenti locali, amministratori vari, rubastipendi negli enti inutili, magistrati, giornalisti locali). Infine i famigli (tutti coloro che traggono benefici dal sistema; dipendenti alitalia, università, dipendenti pubblici in sovrannumero, portuali, etc.).
Il grande coagulante (passata di moda la religione) è il consumo e la comunicazione, creatori e condizionatori di modelli, morali, regole. Il Dio il denaro e il possesso, verso cui tutto il sistema si dirige. Francesco, data l’ora, non si era fatto delle canne.
Poche speranze offriva all’ingenuo Rajesh “i tuoi maoisti saranno integrati, non vorranno perdere le prebende e le comodità del sistema. Adesso parlano di stato feudale da abbattere ma domani contribuiranno a creare un sistema neo-feudale, basta guardare l’Italia dove siamo avanti”.
Qualche tazza di tè e la mattima era trascorsa, la macchina tappullata e potevamo partire per i villaggi, dove c’è aria pulita, vera senza inquinamento fisico e morale.
Questi discorsi mi tornano alla mente oggi, su segnalazione di un avvenimento da parte di un amico di Genova, città, politicamente, medievale.
Genova (come Catania, Palermo, Napoli, Roma, Reggio Calabria) è un laboratorio in cui maggiormente si è sperimentato e praticato il sistema neo-feudale. Pochi personaggi, sempre gli stessi a prescindere dalle affilliazioni poltiche, gestiscono da anni l’intreccio di potere (politica, porto, imprenditori pubblici e privati, università)
L’obiettivo ultimo è di fregare i cittadini comuni, spartendosi in questa cerchia ristretta potere e risorse pubbliche.
Non si bada all’efficacia delle spese per i benificiari (i cittadini) ma solo per gli appartenenti al sistema, legati dal vincolo dell’omertà (vedi i giornalisti di cui parleremo) e dello scambio di favori. feudalesimo2Come un tempo s’usavano finti santi e madonne adesso per coprire le tresche sono usati gli spavantapasseri, inutili fantocci (però lautamente pagati) ; sono le cd. “persone di garanzia” di norma ex giudici (la cui nomina e carriera fu esclusivamente determinata dall’affiliazione a qualche politico, a volte risalente al periodo craxiano).  I passeri sono potenziali (e rari) controllori che rischiano di mettere il becco nella mangiatoia dei feudatari.
Marco Preve (che tornerà come vittima nella nostra storia) e Ferruccio Sansa (nel libro Il Partito del cemento) descrivono la realtà affaristico\politica della città. Un estratto del libro si può trovare a questo indirizzo .
http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=4792&Itemid=1
All’interno di questa bel sistema s’aggirano anche personaggi minori che, però, danno l’idea di come le parole di Francesco non erano ispirate da prodotti naturali nepalesi ma da un incredibile e indecente realtà.
Ogni tanto qualcosa s’inceppa, forse per lotte di potere, necessità di ricambio, eventi naturali ed ecco che scatta un inchiesta della magistratura (porto e comune coinvolti) che scoperchia immondi pentoloni e che in questo caso ha coinvolto emeriti professori universitari, manager di stato, giornalisti da cabaret e qualche politico. Ma, dati i personaggi coinvolti, già soffia un vento destinato a portare cumuli di sabbia.
manzitti, caporedattore di repubblicaScendendo nelle cantine del sistema troviamo, come abbiamo visto i famigli, in questo caso “
Dopo che Claudio Scajola ha ordinato di provvedere al suo biografo, cioè Di Stefano, tocca ora a Marco Manzitti, fratello dell’ex caporedattore di Repubblica Franco. È quest’ultimo a dirsi «preoccupato per il fratellino» in una telefonata a Novi, il quale rassicura più tardi Marco: «Guerrera (segretario di Scajola) ti sta raccomandando».
Non era un mistero che Novi avesse le sue preferenze tra i giornalisti. E si capisce che, a Repubblica, Marco Preve (l’autore del libro citato) è «fuori controllo» per gli articoli-inchiesta sul malaffare che avrebbe accompagnato la gestione del porto sotto Novi. In un dialogo tra Sergio Maria Carbone (avvocato e consulente dell’Authority, inquisito) e Giovanni Novi (inquisito) del 3 febbraio 2008, il secondo dice: «Ti avevo chiamato per dirti questo. Franco (cioè Manzitti) farà un articolo … in cui rettifica, però gli è scappato di mano questo deficiente di Marco Preve. Di solito con Minella (Massimo Minella, altro cronista di Repubblica) non succede che scappa qualcosa. Franco Manzitti si è scusato ed era inferocito»
. Questo è quanto scriveva il Secolo XIX del 09 novembre 2008.
Da notare che nella bella famiglia Manzitti fa parte anche un avvocato (difensore di Novi).
Si svolgerà nel mese di ottobre l’estrazione del viaggio gratuito per due persone…l’estratto potrà viaggiare gratuitamente con un accompagnatore verso la sede prescelta e incontrare, se lo desidera, il minore sostenuto a distanza. A presiedere l’assemblea di estrazione vigilando sulla correttezza delle operazioni sarà l’Avv. Cesare Manzitti. Riporta il giornalino di una ONLUS genovese.
La sintesi è che un capo-redattore di Repubblicas’inferocisce” se un suo redattore dà le notizie che possono turbare il sistema trasversale di potere, poi magari sulle altre pagine del giornale si tuona contro clientelismo e partitocrazia, Scajola e Berlusconi. Nelle strade sfilano i precari ma, “per il fratellino” , amico degli amici, un posto ben retribuito lo si trova sempre, tanto i soldi sono dei contribuenti. Storie già sentite e diffuse.
portatriceIl vassus, si assoggetta ad un senior, un altro uomo libero, prestandogli fedeltà e servizi in cambio di protezione, questo accadeva ai tempi del feudalesimo descrive Wilkipedia.
Questa storia mi ha stuzzicato perché, oltre confermare le parole di Francesco di quella mattina a Kathmandu, alcune delle persone citate hanno infilato le loro zampine in un’ONLUS che sta provocando disastri, a spese dei beneficiari, anche dove è partito questo racconto: in Nepal.

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36 risposte a “genova: vassalli, valvassori, famigli

  1. Anche a Anno Zero hanno trattato l’argomento. Lo ha fatto Travaglio. Di cui ero un ammiratore. Starnamente Marco ha tralasciato di sottolineare i nomi e i cognomi dei tre prodi fratellini e sembrava volesse addirittura chiudere velocemente il discorso. che peccato. Non sarà che anche Travaglio è un vassus?

  2. Ma la cosa che mi domando è: Come mai Manzitti Franco si è fatto scappare di mano uno come Preve e non ha a ffidato i suoi “temi” ad uno come Minnella che a quanto parte era assai più affidabile?Quini adesso che fanno quadrato (pardon triangolo) i tre fratellini, se vogliamo possiamo intravederene le colpe, il peccato oroginale, in quello che ha trascurato il compito di controllare. A parte le intercettazioni telefoniche. Non pensi anche tu che si arriverà ad un insabbiamento? Ci sono coinvolti in troppi. La destra a braccetto con la Sinistra e tutte e due (insaziabili) a rosicchiare. Foss’anche per un biografo da mille euro al mese. Ci sono dentro fino al collo tutti quanti, Nei “media” in particolare, sia nella carta stampata sia nelle tv locali dove hanno fatto e faranno sempre il buono e il cattivo (per gli altri) tempo. Che ne pensi di Controsalotto blog? Un bel tacer non fu mai scritto…eh?

  3. Mi autocito dal Post in questione: “Ma, dati i personaggi coinvolti, già soffia un vento destinato a portare cumuli di sabbia”

  4. Dialogare è bello… interessante diciamo. Facciamo due chiacchiere in genere, prima che insabbino tutto. Il Decimonono, La Stampa, Repubblica.
    Tanto per restare in Liguria.
    Allora tutti i casi di malcostume, dai videopoker, ai baroni a San Martino, a Novi ed ora all’università di Genova, sono stati sollevati da Menduni che, di volta in volta, ha avuto dei compagni di cordata diversi. Tutti sanno che il Decimonono è alla frutta.
    E, in questo momento, se non sei più che raccomandato è dura.
    Domande: ma dammi delle risposte non generiche.
    Ferruccio è andato alla Stampa, dove il tema scottante del Waterfront viene ripreso ogni tanto blandamente.
    A posto, direi.
    Le interscazioni dirette o trasversali tra potere e cadreghino mai come a genova sono evidentissime.
    Anomali sono se vogliamo i casi di Stefano Pittaluga, e un poco, quello della Rubino.
    Ma emblematici. Loro sono entrati a far parte direi spocchiosamente del nuova Casta. Alla quale i Fratellini, il figlio di Pericu, il figlio di….mettici un po’ quello che tu vuoi accedono, con disinvolta pretenziosità. Sembra che il mondo gliene debba. Non lo pensi anche tu?
    Senza citare i fiancheggiatori importanti.
    Per esmpio La Stampa sta facendo un lavoro, senza citrli, che è impagabile. ma chi comanda alla Stampa?
    Anche Ezio Mauro ha fatto poco.
    La trasparenza la vedi solo nelle scelte impopolari (ai più) .
    Ma chissà quandi inchini e reverenze “dovranno” i succitati direttori. Giochi di altissimo equilibrio. Ciao mi sono rotta le…ma non avendole mica posso.

  5. Negli ultimi 5 anni sono riuscito a vivere, in massima parte, il più lontano possibile dall’Italia quando tornavo era solo per incazzarmi come una biscia. Sarà un mio limite.
    Per fortuna non conosco nel dettaglio gli immaginabili intrighi e tristezze della stampa locale e sinceramente mi sembra un mondo un pò inutile visto il livello generale della stessa (tranne rarissime ed emarginate eccezioni).
    La stampa riceve sussidi pubblici, deve avere notizie (quindi tenersi buoni magistrati, poliziotti, politici) e i consumatori vogliono, appunto, consumare le notizie, con superficialità. Gran parte della stampa italiana s’adegua a questi andazzi e a me viene da piangere quando mi capita sotto le mani Repubblica. Meglio il Kathmandu Post, con tre pagine di notizie.
    Se i giornali chiudono e la gente s’informa su Internet a me dispiacerà solo per i giornalai (gli unici nel sistema innocenti).

  6. Sai voglio essere chiara con te in questo dialogo. Mai sarei intervenuta in questo discorso, se il caso non ci avesse messo lo zampino.
    Io sono rimasta logata (erede di un sito elettorale di Ceriale) e mi è venuta voglia di scriverti.
    I “signori” di cui parliamo, o di cui tu hai fatto cenno nel post iniziale li conosco quasi tutti. Purtroppo. E penso che lo stesso si possa dire di te. Correggimi se sbaglio. Quindi quando parli o parlo dei vari giornalisti o trafficoni, politici o professori, e io intevengo, ti assicuro che non lo faccio a caso. Li conosco di persona per davvero. E non è una cosa che definirei edificante da raccontare. Fatto outing possiamo passare ad altro.
    Potresti per esempio dirmi cosa ne pensi delle campagne iniziate dal Secolo XIX che hanno il limite di non portare mai a nulla.
    Non ci soo sostanzialmente, dopo le “sabbiature” ,alti lai da parte dei cronisti che impostano il o i problemi.
    Ne dovrei dedurre che Vaccari ha impostato questa linea consapevolmente monca.
    Come le autostrade che ogni tanto si vedono a Striscia La notizia, iniziate e dopo un pò di chilometri interrotte.Questo modo di fare non parterà mai a nulla.Hai un posto per me a Katmandù?

  7. Sai, mi piacerebbe che tu raccontassi (tramite questo blog) quello che ritieni interessante dire sul sistema feudale della bella Liguria. Io cerco di starne lontano, per paura di essere contaminato. La cosa che più mi disgusta è l’ipocrisia di chi tuona in pubblico contro il corruzione e nepotismo e poi in privato raccatta favori in cambio d’omertà.
    Il cittadino non ha potere nè voglia d’averlo, i giornalisti non vogliono perdere il posto, i lettori s’accontentano di brontolare e d’avere qualche notizia superficiale di cui parlare e dimenticare con il caffè. Quindi, non c’è da stupirsi che le inchieste s’arenino. Nessuno ha interesse a portarle avanti; figurati i direttori dei giornali che alla sera devono salottare con i protagonisti delle stesse (politici e managers).

    Sono (e siamo) impotenti. Riesco ad incazzarmi (vedi i posts sulle ONLUS) solo quando i membri di queste consorterie distruggono speranze lavoro e di futuro di tanta povera gente, estendendo la loro cialtroneria e incapacità (derivante da aver vissuto in un sistema protetto) oltre i confini. Purtroppo i posti buoni a Kathmandu sono già stati occupati dai camerieri di questa gente.

  8. Partiamo, anche se sono sicura che sei informatissimo, dai blog, almeno da quelli che conosco.E dal fatto che sembra vogliano legiferare anche su questi, in senso negativo. Solo la voce di Grillo si è alzata per parlarne.Vedrai che tassello dopo tassello, anche se apparentemente messi a caso, gli argomenti andranno ad intersecarsi ad uno ad uno come i blocchetti di porfido che vengono usati per lastricare le paizze o le strade.
    I blog, dicevo.
    Mi piace leggere (mi piace farmi del male) quello del mirabile Sirianni. Come le sue pseudo testate agiografiche, sia presenti sia passate.
    Mi pare tra l’altro che la foto di Franco tu l’abbia presa proprio dal blog di Controsalotto.
    Che dire? Giornalismo? Presenzialismo?Il fato? Le raccomandazioni?O pura e semplice fenomenologia….chi lo potrà mai dire. Sta di fatto che Sirianni c’è e si produce.Voto:—————————————–

    Come un elettroencefalogramma…piatto.

    Il Vostro Giornale. Interessante, ben articolato. ben impaginato. Curato e aggiornato dall’ottimo Lammardo. Limiti? Difficoltà alla libera circolazione delle idee. Censura.
    Impostazione abbastanza allineata a seconda di come tira il vento. Un colpo al cerchio ed uno alla botte. Quello che vogliono i suoi lettori.
    Voto:——————————————
    Come un elttroencefalogramma: piatto, ma meno spudorato di controsalotto

    Ponente news. Interessante. Padre di Il Vostro Giornale. Difetti: creatura solo in apparenza indipendente. Il moderatore usa la censura come una mannaia. Molti post vengono bannati. Credo che sia un’appendice de La Stampa di Anselmino nostro..e vostro.Quindi di Manzitti. E, perchè no, anche di Ferruccio, nuovo acquisto che sa cosa deve fare.
    Voto:———————————————
    Come un elttroencefalogramma: piatto.

    Dimmi qualcosa tu.
    Hai letto Uominiliberi? Che cosa ne pensi?

  9. Faranno pagare una tassa anche sui blog, ma fortunatamente gli engine sono tutti esteri. Che fanno in Italia, li oscurano come a Pechino?
    Ma Sirianni non è un essere umano è di plastica, è una Barbie del giornalismo. Non hai un bel libro da leggere al posto del suo blog? Meglio leggere il mio, allora.
    Uominiliberi l’ho visto adesso, la grafica mi sembra incasinata e troppe brutte facce.

  10. Leggo, leggo, tranquillo.
    Penso anch’io che la grafica sia un attimino incasinata, ma sostanza ce n’è parecchia.
    Gestito credo da Luciano Corrado che credo tu conoscerai.
    Il tuo blog è, devo dire, una scoperta. Lascerebbe, potrebbe dare ad intendere, con l’argomento dei tre porcellini, all’evidenziazione di un qualcosa di personale, ma siccome condivido appieno quello che hai scritto, siamo almeno in due.
    E da come hai inquadrato “l’uomo di plastica” mi stai simpatico. Però, converrai con me, che non puoi esprimere un’opinione per sentito dire. Sei praticamente obbligato a leggerlo. Se no devi tacere. Orribile compito.

  11. A dire il vero mi basta guardarlo. E a ridire il vero di quello che scrive, pensa (?), fà ho un interesse che scende sotto lo zero.
    Come si diceva un tempo il personale è politico. Poi mi piacciono gli esempi.

  12. Ho iniziato parlando dei siti on line. Sai, ho la certezza, matematica, che la gogna mediatica (quando ci vuole beninteso) funzioni. Ad esempio il tuo post sui tre porcellini a quanto so ha messo in stato di estrema sofferenza i fratellini. Che di loro sono assai vendicativi, ti assicuro. L’ipocrisia di cui si sono nutriti, la mancanza di scrupoli che li ha resi quasi convinti di essere intoccabili, ha dato loto una bastonata mica da poco. Certamente sono come gli osacchiotti sempreinpiedi. Si sa.
    Ma ci sono affari, meglio c’erano affari, che vedevano coinvolti almeno due fratellini, che sono andati in fumo. Pensa che ingordi. Come diceva Coco Chanel non si è mai abbastanza ricchi e non si è mai abbastanza magri. E la spocchia. Una cosa vomitevole.Letto questo post, spero che lo leggano, vorrrei sentire cosa diranno nel briefing di “vendetta tremenda vendetta”.

  13. I progetti che abbiamo iniziato dal 2003 in Nepal erano in zone controllate dai maoisti. Le altre INGO hanno dovuto pagare pizzi, gli operatori sono stati minacciati, hanno dovuto sospendere o annullare i programmi.
    Noi abbiamo lavorato durante il conflitto senza interruzzioni. Alle minacce abbiamo risposto con il nostro lavoro, la trasparenza e con l’appoggio delle comunità. Ci hanno lasciato lavorare, anzi siamo noi che abbiamo ricevuto, unici in Nepal, dei soldi da loro come riparazione di danni a una scuola che costruimmo.
    Quindi.

  14. Ovviamente sei tu che hai scritto di Tibet e di Nepal. Vero? Ho cliccato sul tuo nome e vengono fuori queste pubblicazioni.

  15. Ciao Nicoletta
    si sono io. Come vedi preferisco stare alla larga, anche nei pensieri dal Bel Paese. Poi mi hai terrorizzato con un ipotetica “vendetta” e attendo il loro briefing. Sarebbe anche bello che i lettori del blog sapessero quali affari sono andati in fumo ai fratellini.
    Tanto per allargare le vedute.

  16. Se ti dico quelli che conosco di affari io sono bella che smascherata. Contentiamoci di evidenziare il loro nuovo biglietto di visita. Ti pare poco quest’associazionismo tra media, amministratori, manager, politici grandi e piccoli, a volte anche piccolissimi (anche le briciole vogliono, credimi), e la spocchia di dire e fare quello che vogliono.
    Ma tutto si viene a sapere prima o poi. Come dice la vecchia saggezza popolare il diavolo fa le pentole…… e credimi il diavolo ha le corna…lui. Ciao buona serata.

  17. Immagino tu abbia paura che io scenda in un banalissimo gossip.Per questo credo tu non risponda. Lungi da me. Il gossip a Genova esiste come in tutto il pianeta e i fratellini non ne sono immuni. Ce ne fossero. A parte questo incipit che parentesiamo e non aprirò più sto constatando che l’insabbiamento è cominciato. Fai caso. Il secolo XIX, lancia il sasso e ritrae la mano. E lì non è come a Repubblica. Dove quando manca (va) il capo i topi ballano. Lì si stanno cominciando a comprare unguenti da spalmare nelle ferite che faranno i tagli in essere e quelli a venire. Come tu certamente saprai se la diffusione (quella vera) non corrisponde a dati reali sul mercato non c’è pubblicità che paghi. E l’arte di dare notizie , peraltro vere, e insabbiarle subito dopo non aiuta ad una diffusione costante. Ti farà vendere qualche copia in più lì per lì ma poi anche il lettore più affezionato si stanca. Così vanno interpretati anche gli esodi verso “lidi” più sicuri di giornalisti rampanti e arciraccomandati. Resta pur sempre il fatto che le connivenze tra affari politica media e invertendo i fattori il prodotto non cambia faranno sì che tutto cambi purchè tutto resti come prima.Saluti cordiali e fatti sentire.

  18. Ciao Nicoletta
    io attendo da te notizie. E ricevendone da altri sto preparando un nuovo post sul trescone. Spero che Repubblica chiuda (specie la redazione di Genova) e che gli incapaci vadano a vendere noccioline alle partite del Genoa.

  19. Ciao Enrico,
    sto scodinzolando come il mio barboncino quando gli do il biscotto. Grazie per la risposta. Hai visto cosa pensavo ed ero amareggiata.Il trescone: è questo quello che mi disturba più di ogni altra cosa. Sai che credo stiano leggendo i nostri post. Quando incontro qualcuno dei summenzionati ho notato delle facce da…galera. Bisognerebbe far circolare questo dibattito e sarebbe interessanrte che i partecipanti fossero più numerosi. Ma per ogni piccolo maresciallo ci sono maree di servitori, questuanti, postulanti e, addirittura chi, basta esserci, è contento così. Ma lo sberleffo, quello se lo devono prendere. Ogni tanto sorrido quando (vedo la scena) penso Batini inseguito da una torma di Camalli incazzatissimi che gli vogliono far fare la ruota. Ma non succederà mai. Il Camallo, di suo, è un lavoratore anomalo. Aspetta che correggo: ” lavoratore anomalo”. Le virgolette andavano messe, almeno lì. Magari se mi leggono sono capaci di fare una Class Action. Che ne pensi?

  20. Ciao Nicoletta
    in effetti nessuno ci considera (almeno nei commenti), può essere un bene visto che non è gratificante mischiarsi con ex-pallanuotisti inquisiti, giornalisti venduti, pseudo controllori della giustizia.
    I portuali, poverini, sono come i reperti archeologici che continuano a ricevere finanziamenti per la loro conservazione. Batini ha cercato di mettersi in circolazione, di “modernizzarsi” ed è finito nella guerra fra bande: ex socialisti trasversali, ex-comunisti da salotto, qualche democristiano trasversale anche lui ed ecco la composizione delle bande (basta fare una lista dei nomi dei nomi citati da Preve e Sansa ci ritrovi la stessa gente da 30 anni. Chi dalle alte corti gestisce i magistrati, chi la politica, chi le aziende pubbliche o parabubbliche, chi fà il legale sempre al comune e ha società di comodo. Che dire di più.

  21. Pingback: tengo famiglia « Crespi Enrico from Nepal (and Asia)·

  22. Carissimo Enrico,
    ti auguro Buone feste e ti faccio le mie scuse.
    Non ti ho più scritto perché mi sono accorta che qualche furbastro/a ha fatto copia e incolla dei nostri post e li ha inseriti pari pari sul sito Ponente News, dove ha inopportunamente lasciato il mio nome, la mia mail, il mio nick.
    Ora siamo a fine anno. Quindi sento il dovere e il piacere di farti i miei auguri di cuore.
    Pensa (un po’ di veleno non guasta mai) che ieri sera leggevo un post di tale Nostradamus che se la prendeva con Menduni e Margiocco, a proposito di un articolo a tutta pagina, una cosa veramente sgradevole e infantile oserei dire, nel quale si scatenavano contro una dinastia di impiegati in un dipartimento (non ricordo quale, ma a Genova).
    Non ho neppure fatto in tempo a leggere il tutto che il post è stato eliminato. Ci mancava il fumetto con ZAC ZAC e via. Incredibile come la Casta (ormai ne sono certa:quella dei giornalisti è La Casta per antonomasia) abbia colpito e affondato immediatamente.
    Missili in giardino.
    E questo fatto mi lascia pensare che, quanto scritto nel post, sia stata la verità. Se no che motivo potevano avere nel depennarlo?

  23. Cara Nicoletta, anche a te auguri e non preoccuparti. Mi aspettavo però qualche commento sul post Tengo famiglia (del 6 dicembre) che si collega, fra l’altro, ai tre porcellini. L’articolo me lo sono letto e scopre l’acqua calda cioè che nell’Univeristà di entra solo per raccomandazione dai bidelli ai professori. Non sono però ancora andati avanti perchè dovrebbero vedere anche i criteri che hanno portato, per esempio, a formare questa “Commissione, con il compito di effettuare un’analisi della situazione organizzativa esistente, individuarne gli eventuali punti deboli e proporre un documento di nuovo riassetto. ” Che competenze hanno gli esterni incaricati, quanto sono stati pagati e cosa hanno fatto. Ma, forse, lì si vola un pò troppo in alto per i poveri passeri del giornalismo ligure e, come scritto (anche nel post citato), ci sono autorevoli, potenti spaventapasseri.

  24. Ciao, ti segnalo una cosetta, semplice semplice, in apparenza, ma degna di nota. Prima di tutto per chi ha ospitato “l’opinione”, Il Secolo XIX, pag 15 di ieri 29 dicembre.Pierfranco Pellizzetti, parla di Napoli e dei suoi mali, “metafora del Paese:non c’è la percezione che l’arraffare sia reato”.Ho letto l’articoletto, e l’ho riletto. Diagnosi forse vera.Amaramente. Che le cose stiano davvero così? Degno di nota il fatto che Vaccari abbia permesso a Pellizzetti (opinionista di Micromega) di esprimere la sua opinione.
    Degno di nota il fatto che presumibilmente Pellizzetti, come direbbe Di Pietro, “c’azzecca”. Che ne pensi? In fine d’anno riflessione inquietante assai, non trovi?

  25. Ciao,
    penso che c’è chi arraffa anche stando formalmente nella legge con pensioni d’oro, incarichi finti presi e dati agli amici, favori ad antichi ex-compagni di scuola, consulenze strapagate con società di comodo , presidenze onorarie per proteggere gli amici e via discorrendo. Tomasi di Lampedusa non troverebbe più i bei Gattopardi di una volta. .

  26. Preciso la mia risposta, per chi mi ha definito criptico. Le denunce generiche non cambiano niente, anzi consolidano e salvano la coscienza.

  27. Per Nicoletta. Ti dice niente l’apertura di un inchiesta sull’AMT di Genova, mi giunge questa segnalazione relativa al pluritrombato stefano zara, ben collegato agli amici citati in questo post e in quello “tengo famiglia”:
    ” Ci troviamo di fronte a un sistema
    ideologico e di potere estremamente
    raffinato. La T-Bridge – Management
    [società di consulenza
    nata dalla Metis, fondata nel 1981
    dall’onorevole Stefano Zara, della
    Margherita, già presidente degli industriali]
    è sia consulente di Amt,
    per uno studio che ha portato alla
    creazione di Ami, la nuova Azienda
    mobilità e infrastrutture nata dalle
    costole di Amt [Corriere Mercantile
    il 28 novembre 2004] sia, nello stesso
    tempo, consulente di Transdev
    per l’offerta vincente su Amt [Secolo
    XIX, 15 luglio 2005].”

  28. No, per davvero. Ho letto il tuo post solo ora. Avevo il computer fuori uso.Posso chiedere. Mi ci vorrà qualche giorno. Se ahai qualche News tienimi informata. Hai visto come sta funzionando il “sistema”? Tutti lavati e rilavati con Lip.

  29. Finiremo a Guantanamo Bay se Obama non la chiude prima. Quell del commento precedente è fra i “saggi” citati in un commento al post “ONG dietro la lavagna: se si copia il peggio dell’industria dell’assistenza”.
    Potenti e decrepiti spaventapasseri.

  30. Genova Multipurpose: finisce tutto a tarallucci e vino.

    L’ex presidente dell’Autorità Portuale di Genova, Giovanni Novi, l’avvocato Sergio Maria Carbone, l’armatore Aldo Grimaldi e l’allora segretario generale dell’Authority Sandro Carena sono stati condannati a pene degnissime ed esemplari: due mesi (condonati) e a 200 euro di multa per turbativa d’asta (ma la turbativa d’asta è una cazzata)

    Il pm Walter Cotugno aveva chiesto la condanna a sei anni di reclusione e ad un anno di libertà vigilata per Giovanni Novi (ex presidente dell’Autorità Portuale di Genova) sotto processo per la illecita assegnazione dell’area del terminal Multipurpose e la concessione alla Compagnia Unica dei «camalli». Aveva inoltre chiesto la condanna per Alessandro Carena (ex segretario generale dell’Autorità Portuale), per l’avvocato e docente universitario di diritto Sergio Maria Carbone (ex consulente dell’Autorità Portuale), per Giuseppe Novaresi (avvocato generale dello Stato), per Filippo Schiaffino (ex dirigente dell’Autorità Portuale), per Walter Marchelli (vice console della Culmv), per l’imprenditore Aldo Spinelli e l’armatore Aldo Grimaldi.

    Come nella migliore tradizione ligure finisce tutto a “tarallucci e vino”. Tutti assolti. Le spartizioni non son mai esistite (solo nella mente malata del pm Walter Cotugno che ha nel cervello le scimmie urlatrici). Di tutti i capi d’imputazione è rimasta in piedi solo la turbativa d’asta.

    “Ma questa è una scemata”.

    http://piemonte.indymedia.org/article/9998

  31. Nel sistema di potere (a Genova ancora ben strutturato) le bande cercano di fregarsi potere e posti, ma poi tutto temde ad aggiustarsi. Rimangono fregati i sudditi e gli ingenui (come il PM in questione).

  32. Dal portale Indymedia al link:
    http://piemonte.indymedia.org/article/11491

    Franco Manzitti: quando il giornalista è un cameriere.

    A ridosso delle festività natalizie, n’appariscente Lux Vip Card Argento viene recapitata a tutti i giornalisti iscritti all’ordine dalla Giglio Bagnara Spa (noto marchio del luxury e dell’abbigliamento in Genova). Dà diritto ad uno sconto del tutto preferenziale alla categoria. Fa sempre comodo avere una penna “amica”.

    Scoppia il finimondo. Marco Preve, editorialista di Repubblica grida allo scandalo. Ci và giù pesante scrivendo all’uopo un articolo sul suo blog: “Sconto natalizio ai giornalisti? No grazie”.
    http://preve.blogautore.repubblica.it/2010/12/13/sconto-natalizio-ai-giornalisti-no-grazie/
    Allineato sulla stessa lunghezza d’onda anche l’Associazione Ligure dei Giornalisti che dirama un comunicato a proposito dell’ indecente approcciamento: “Sconto Vip ai giornalisti? No grazie, non siamo in saldo”.
    L’Associazione Ligure dei Giornalisti invita le colleghe e i colleghi a fare gli acquisti di natale con la loro carta di credito e non con la Lux Vip Card Argento, quella che in questi giorni a molti di loro sta recapitando la Lux Giglio Bagnara, nota catena di abbigliamento del capoluogo ligure. La Vip card offre ai giornalisti uno speciale sconto del 20% nel nuovo Concept Store Lux di via Venti Settembre a Genova. Noi giornalisti abbiamo ben chiaro un altro concept: la deontologia. Lo sconto fa piacere a tutti ma un giornalismo senza condizionamenti fa più piacere ancora. Ognuno faccia il suo mestiere: senza sconti. Buon Natale dall’Associazione Ligure Giornalisti
    L’iniziativa di Giglio Bagnara semina scompiglio e crisi di coscienza. L’idea strisciante di poter ammorbidire (se non corrompere) chi fa informazione sconvolge un pò tutti gli operatori della carta stampata. Tutti. Tranne uno.
    Franco Manzitti, l’ex redattore capo di La Repubblica. Il quale per niente indispettito dalla spavalda iniziativa di marketing dei Bagnara plaude al noto marchio dedicando ai mercanti genovesi dei tessuti un suo bel pezzullo – pochetto cortigiano a dire il vero – che titola: “I Bagnara, le radici, i rami, di una tripla dinastia”. L’articolo vien pubblicato su un nuovissimo e prestigioso mensile locale: “Il Potere” (già il nome è tutto un programma). La pregevole testata ha grandissime ambizioni, come si legge nel sommario di presentazione del sito: “… il giornale arriverà in tutti i gangli del mondo… sarà basico il livello di scrittura, articoli scritti da chi è capace, … da giornalisti di rara professionalità …” (si avete letto bene proprio “gangli”). Qualcuno è dislessico?.
    A parte l’articolo del Manzitti dove si decantare e s’osanna la bottega di Giglio Bagnara dell’ (ben 6 pagine di rivista) ce da dire che in questo nuovo progetto editoriale non si lesinano spazi. Poi dicono che i genovesi son tirchi. In aggiunta, vi sono, altre 3 pagine, sempre dedicate a Bagnara, in un diverso articolo/marketta della stessa rivista: “Quelle belle cose speciali, per le donne un’oasi di lusso accessibile” (pezzo scritto dai famosissimi premi Pulitzer Linda Kaiser e Bettina Bush). E’ da dire onestamente che nessuno però può venire qui a sostenere che si faccia della pubblicità occulta al marchio GB (infatti la si fa proprio disinvoltamente).
    Come osserva giustamente il direttore de Il Potere: “Gli antichi credevano che nel nostro nome è celato il nostro destino”. E in effetti, come dargli torto (il direttore della rivista si chiama Lingua).
    Credibilità, obiettività, coerenza, etica, deontologia?
    Desolarsi è inevitabile. Ai tempi di Raoul Gardini c’erano giornalisti (addomesticati come barboncini) che scodinzolando ubbidienti s’andavano a rifare tutto il guardaroba in Via Montenapoleone a spese di Montedison. Oggi non scodinzolano più. Usano la loro Giglio Bagnara Silver VIP LUXury Card e fanno come i camerieri. Scrivono su ordinazione.
    Articolo pdf.: “Franco_Manzitti_Vipcard_Giglio_Bagnara”
    http://piemonte.indymedia.org/attachments/jan2011/articolo_giglio_bagnara_franco_manzitti.pdf

  33. I camerieri di solito ricevono uno stipendio non vorrei che venisse dalle casse comunali o regionali sotto forma di pubblicità istituzionale, visto i precedenti.

  34. e come credi che venga foraggiata certa stampa? Proprio così. D’altronde fa parte del dare/avere. Io do una cosa a te e tu una a me.

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