Bangkok bloccata: anche le “tigri” piangono

manifestazioni in ThailandiaIl PAD ha atteso un intervento dei militari\sovrano (come nel passato) per una restaurazione della democrazia che non è venuto e sta, ora, attuando una sorta di rivoluzione popolare, come dichiarano i suoi leaders.
Le ragioni: sbarazzassi del Primo Ministro Somchai Wongsawat, cognato dell’odiato ex-premier Thaksin il magnate delle comunicazioni\politico emigrato a Londra per sfuggire alle accuse di corruzione.
Si calcola che oltre 100.000 persone (la media borghesia della capitale), sorrette dai funzionari dello stato (in sciopero generale) siano nelle strade. Allontanate dal Parlamento dalla polizia. Sono ora concentrate nei pressi dell’aeroporto di Don Muang per riprovare, in seguito, l’assedio.
Situazione pericolosa, in precedenti scontri due persone furono uccise e 500 ferite. La Regina partecipò alla cremazione delle vittime, indicando così la sua posizione.
Nei giorni scorsi fra i dimostranti, che da mesi assediano il Parlamento, sono esplose due bombe con un morto e decine di feriti. Ma loro vanno avanti.
Il Governo, eletto democraticamente e non intende, per ora cedere, e rigetta le accuse di corruzione, manovre giudiziarie pro- Thaksin , compravendita dei voti come sostiene il PAD (The People’s Alliance for Democracy).
Nella capitale starebbero arrivando dalle campagne (dove Thaksin è popolare) decine di migliaia di manifestanti per sostenere il governo. Nessuno si augura l’incontro fra i due gruppi e si auspica che resista l’estrema gentilezza thailandese.
L’ipotesi più probabile che il governo s’arrenda. Diverse aziende multinazionali hanno diminuito produzione e posti di lavoro e anche la Thailandia sta pagando la crisi mondiale, aggravata dall’esposizione rilevante della sua finanza nel mercato immobiliare che sta crollando. La crisi politica che dura da un anno non aiuta.

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