tengo famiglia

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Come abbiamo visto nel post sul clientelismo in Italia tutti tengono famiglia e cercano di sistemarla in barba a regole, etica e dignità.

Anche in Nepal non si scherza, forse grazie ai tanti consulenti internazionali che affollano gli hotels della capitale, per dare consigli e supporto ai politici nepalesi nel loro interminabile (e per ora inconcludente) lavoro per riformare lo stato. Forse hanno deciso di esportare uno dei modelli più efficienti e rodati di appropriazione dello stato e delle sue risorse da parte della congrega politica (e connessi) come quello italiano. Perfettamente strutturato, anche a livello locale, per fregare i cittadini e sistemare i membri più o meno illustri della consorteria,  in un’equa spartizione fra chi governa e chi s’oppone(?).

Il Nepal Times  pubblica i nomi dei famigliari dei due principali leaders maoisti rispettivamente primo ministro e ministro delle finanze (Prachanda e Bhattarai). Anche qui grandi parole contro nepotismo e corruzione quando cercavano consensi nei villaggi e grandi clientele una volta addentata la torta. La gente comune, come in Italia, non sà più cosa fare. Qui la rivoluzione l’hanno già fatta.

Prachanda’s family
1. Samir Dahal (Under-secretary of PM’s office), son of Prachanda’s younger brother Narayan Dahal
2. Ganga Dahal (Officer of PM’s office), Prachanda’s younger daughter (Indian citizen)
3. Gangaram Dahal (un-appointed foreign relations officer), Prachanda’s own brother
4. Renu Pathak (CA member), Prachanda’s daughter
5. Arjun Pathak (Officer of CA), Prachanda’s son-in-law
6. Prakash Dahal (Prime Minister’s PA/accountant), Prachanda’s son, salary equal to the under-secretary
7. Narayan Dahal (CA member), Prachanda’s nephew
8. Thakur Bhatta (Prachanda’s brother-in-law)
9. Another son-in-law (contractor of Chitwan Cantonment)

Bhattarai’s relatives
1. Hisila Yami (Tourist Minister), Baburam’s wife
2. Taranaj Pandey (PM’s adviser), Baburam’s nephew
3. Praya Yami (National Planning Commission), Hisila’s older sister
4. Timila Yami (Chairperson of Drinking Water Project), Hisila’s older sister
5. Chirik Shova (member of Kathmandu Drinking Water), Baburam’s older sister
6. Baburam’s younger brother (Tariff -fixing Committee), Head of Kathmandu Drinking water

 In Nepal almeno ancora si vergognano e cercano di rimediare alla brutta figura (non come la cd. sinistra da salotti italiana). Il recente congresso dei quadri maoisti ha introdotto  ‘codes for simple living’ for their CA members. Il Codice limita a due i telefonini per i parlamentari, invita a vestirsi con abiti locali, e utilizzare motociclette cinesi (le meno care). Il Presidente della Repubblica è andato nel fatiscente (e pubblico)  Bir Hospital per farsi operare i denti, con una grande prova di coraggio.

Timidi segnali ma, sicuramente, molto meglio della completa impunità e assenza di vergogna che regna per le prebende del sistema feudale italiano. Ai propagandisti della rule of law operanti in Nepal, potrei proporre un bel workshop, portando come esempio il belmodello studiato per i giudici costituzionali italiani. Il documento si trova su  Repubblica su La vita dorata dei giudici costituzionali .

Altro che i poveri maositi nepalesi, qui  si racconta , di pensioni d’oro (dopo pochi anni dilex servizio), tre assistenti, i giudici possono tranquillamente ritirarsi e fare la siesta nei confortevoli pied-à-terre, 2-3 stanze con bagno e angolo cottura, di cui sono dotati (anche quelli residenti a Roma) al quinto piano della Consulta o nel vicino palazzo di via della Cordonata. Risparmiando i soldi per affittare un appartamento. Poi dato lo stipendio annuo di sopravvivenza (euro 500.000) i giudici costituzionali hanno poi diritto a una carta di libera circolazione sulle ferrovie; al rimborso dei viaggi aerei e dei taxi; a una tessera Viacard e a un apparato telepass per la libera circolazione sulle autostrade. Non potevano poi certo mancare il cellulare e il computer e nemmeno il telefax, anche a casa e a spese della Corte, come l’utenza telefonica fissa dell’abitazione privata. Ai giudici è riconosciuto il rango di ministro. E come quest’ultimo hanno diritto a una macchina di servizio con ben due autisti personali, a disposizione sia a Roma che nella città di residenza. Ma mentre il ministro perde il privilegio una volta cessato dall’incarico, il giudice costituzionale conserva l’auto (solitamente di grossa cilindrata, Audi, Lancia e Alfa Romeo) e il diritto ai servizi di uno chauffeur anche quando va in pensione. 

A proposito di pensioni e liquidazioni: È il caso di Fernanda Contri, giudice dal 1996 al 2005: la sua liquidazione, calcolata solo per il periodo trascorso alla Consulta, le ha fruttato circa 222 mila euro lordi. Davvero ragguardevole considerando che si tratta solo di nove anni di lavoro. Quanto alle pensioni, anche su di esse le ricche retribuzioni fanno sentire effetti portentosi. Romano Vaccarella, ricongiungendo gli anni di università con quelli alla Consulta, può riscuotere 25.097 euro lordi mensili (pari a 14.288 euro netti); Zagrebelsky 21.332 euro lordi (12.267 euro netti), mentre Fernanda Contri si porta a casa ogni mese un assegno di 10.934 euro lordi (netti: 6.463) che per soli nove anni di mandato fanno impallidire persino le vituperate pensioni dei parlamentari che, con un periodo di anzianità identico, riuscuotono “appena” 4.351 euro mensili. Davvero una grande performance quella della Contri. E nemmeno l’unica. Con soli nove anni di anzianità lavorativa alla Corte, essendo equiparata a un pubblico dipendente, l’avvocato-giudice nemmeno avrebbe avuto diritto alla pensione. Il minimo di anni richiesto a uno statale per riscuotere l’assegno dopo le riforme degli anni Novanta è stato infatti portato a 20 anni. Come ha fatto allora a spuntare l’appannaggio? Per la Contri è stata applicata un’apposita leggina che ha portato il requisito dell’anzianità minima per la pensione richiesta ai giudici costituzionali provenienti dal libero foro solo a nove anni. Guardacaso, proprio quello che a lei serviva. Altro capitolo sarebbe da aprire su come ci arrivano nell’Alta Corte.

Un pò di rispetto, però, questi difendono, spiegano nelle scuole  e diffondono la legalità, fanno sermoni a pensionati e operai e, molti, si considerano addirittura di sinistra.

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2 risposte a “tengo famiglia

  1. Pingback: Viaggio nel Blog - i migliori racconti di viaggio dai blog italiani » Blog Archive » tengo famiglia·

  2. un nepotismo scontato e ripetuto che fa da scenario a tante messe in scena politiche….ance in nepal….incredibile ma vero…..

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