Oggi le elezioni in Bangladesh: le due Beghun

khaleda_hasina_afpDue donne, dalle storie parallele, sono le avversarie nelle elezioni in Bangladesh, dopo 2 anni di governo tecnico\militare. Oggi le elezioni in un paese simbolo della fragilità dell’Asia; ieri quelle in Kashmir, concluse in modo straordinariamente pacifico, rispetto ai massacri del 2002.
Entrambe appartengono a una dinastia di governanti (padri, mariti, fratelli) padroni del paese dall’indipendenza dal Pakistan nel 1971. Entrambe le Beghun (le Signore) sono state imprigionate, esiliate e accusate (insieme ai famigliari) di immense corruzioni e frodi elettorali. Entrambe hanno avuto padri e mariti uccisi durante i diversi colpi militari che hanno contraddistinto la politica pakistana nell’ultimo ventennio.
Khaleda Zia è la leader del BNP (Bangladesh National Party) alleato con il partito islamico Jamaat-e-Islami che vinse le ultime elezioni nel 2001, is assuring to give people everything but when they are in power, their motto become as kill people, sell the country, take bribe and siphon off the looted money to foreign countries, accusano i rivali e aggiungono che un suo governo favorirebbe i gruppi estremistici islamici.
Sheikh Hasina, la rivale, ha visto il padre (primo ministro dopo l’indipendenza), la madre e tre fratelli uccisi nel colpo di stato del 1975, governò il paese dal 1996 al 2001 e oggi si presenta come leader del partito laico Awami (Popolo) League.
Vincerà le elezioni, mi scrive il Professor Muzaherul Huq da Dhaka, con cui cercai di collaborare per i progetti sanitari che portavamo avanti in Nepal quando lavorava con l’OMS. Girava con una vecchissima mercedes verde dell’organizzazione (era uno dei molti consulenti maldigeriti dei paesi poveri), e mi assicurò che l’OMS (come il resto delle NU) non voleva sprecare soldi in progetti utili per la gente, doveva pensare alle sue clientele. Dunque ottenni solo un po’ di materiale per i trainings, in cui sono espertissimi. Ora è a Dhaka per votare, la città del milione di risciò e dei grattacieli, spesso affondati nell’acqua del monsone.
ashinaPer fortuna tutto sta andando bene, continua il professore, non ci sono disordini e anche durante l’immenso raduno dell’Hasina al Paltan Maidan di Dhaka c’era stato solo grande entusiasmo.
Mi racconta poi le curiosità di queste elezioni. I candidati hanno dovuto stilare un wealth statement, indicando le ricchezze possedute, compresi braccialetti e altri ornamenti d’oro delle mogli. La gente è corsa a leggere i giornali per vedere cosa possedevano, in genere hanno dichiarato molto meno della realtà. Fra i candidati ce ne sono un centinaio che hanno processi per omicidio e 48 accusati di corruzione. L’80% si è dichiarato businessman.
La cosa che più lo infastidisce è l’uso che la Zia sta facendo della religione islamica, usata come strumento elettorale, fatto che può produrre problemi nel futurohersani.
Anche l’alleanza dell’Hasina con il Jatiya Party dell’ex presidente Hussein Muhammad Ershad, (ex generale, arrestato per corruzione, autore di un colpo di stato nel 1982 e della seguente dittatura militare ) non lo convince , tanto più che le due Beghun furono fra le protagoniste della rivolta popolare che nel 1990 riuscì a togliergli il potere. Sicuramente, questa alleanza, permetterà all’Awami (Popolo)League di vincere le elezioni. Fra l’altro moglie, fratello e genero del Generale sono candidati e maggiori dirigenti del partito.
Insomma, elezioni un po’ particolari, che non sembrerebbero smuovere il paese da un sistema politico fra i più corrotti ed inefficienti.
daccaMalgrado ciò l’economia ha marciato con tassi di crescita significativi (+7% medio negli ultimi anni) grazie all’apertura dei mercati USA al tessile e all’outsourcing indiano nei servizi, in aggiunta al gas naturale e alle miniere di carbone. La crescita è però destinata a fermarsi nel 2009 (5.7% secondo la WB) e con un inflazione superiore al 10%, il numero di persone sotto la linea di povertà (40% della popolazione) è destinato ad aumentare.
Il Bangladesh permane fra gli stati più poveri e corrotti del mondo secondo le classifiche delle organizzazioni internazionale e 12° nella lista degli stati a rischio di fallimento.
Il Professor Huq non è convinto che, visti i personaggi, il Bangladesh possa muoversi, nella crisi, con efficienza.

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Una risposta a “Oggi le elezioni in Bangladesh: le due Beghun

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