Nepal: in sciopero anche i sacerdoti di Pashupatinath

pashupatinathNella foresta di Pashupatinath visse Shiva, nelle forme di una splendida gazzella e da lì regnò come Signore degli Animali (compresi gli uomini). Nel tempio di Guhyeshwari cadde la vagina di Parvati, durante la folle corsa di Shiva con il suo corpo fra le braccia quando ella morì. Tante leggende s’annidano fra i templi antichissimi che furono costruiti 2000 anni orsono sulle rive del fiume sacro Bagmati. La Città Sacra accoglie i defunti nel loro ultimo viaggio verso il Nirvana, i mille linga sparsi sulla collina sono cosparsi di polvere rossa (sindur), riso e acqua per favorire la fertilità, un bagno nel fiume e l’energie di una puja (preghiera, rito) purificano i peccati degli esseri viventi.
La Città è, dunque, uno dei luoghi più sacri per gli hinduisti, di scuola shivaista, di tutta l’Asia. Nelle festività sono migliaia i fedeli indiani che raggiungono Pashupatinath a bordo di pulmans scalcinati e, nel mese di marzo, durante la notte di Shiva (Shiva Ratri) li raggiungono migliaia di micidiali santoni (Sadhu).
Il Primo Ministro Pushpa Kamal Dahal, fra tutti i problemi che bloccano il Paese, ha messo lo zampino anche in questo luogo simbolo delle tradizioni del Nepal. Già era stato preso a pietronate dagli studenti di Kirtipur e contestato per le bombe (già tre nell’ultimo mese) che continuano a esplodere a Kathmandu, fortunatamente senza vittime e con pochi danni (una addirittura all’aeroporto); che, per rimanere in tema, sono state fatte esplodere da un gruppo estremista hindu (Ranabir Sena)
Poteva, invece, guardarsi intorno e notare che, fra le pagode e i pathi millenari, la speculazione edilizia ha costruito case fatiscenti, rovinando l’armonia del complesso o che il fiume Bagmati è una fogna a cielo aperto, specie in questa stagione quando non c’è acqua. Preservare l’integrità del complesso sarebbe stato un business per il turismo straniero e religioso.
Uno dei tanti Master Plan (1988) previsti per preservare il complesso: togliere le costruzioni nuove, l’orribile parcheggio e le tante officine meccaniche che lo circondano, è stato finanziato dall’UNESCO, mi raccontava l’archeologo Amatya, ma implementato solo al 50%. Poi vi è l’incredibile strada, costruita nottetempo dai giovani moaisti nel 2007, che ha spostato traffico fra i templi.
Invece per favorire qualche fazione (vicina ai maoisti) che vuole controllare ricchezze e potere derivante dalla gestione del complesso si è infilato in un ulteriore fonte di guai. Ne avevamo già parlatomilitari maoisti.
Il Governo ha licenziato i sacerdoti indiani che da oltre 260 anni s’occupavano della gestione mondana e religiosa del tempio It, therefore, comes as a shock that the leader of a fragile coalition government, which is charged with drafting a new constitution that will set the agenda and ethos of the nation, would take measures to change such a deep-rooted tradition, scrivono i giornali.
I nuovi sacerdoti nepalesi, nominati dal Governo, non hanno potuto entrare nel tempio, chiuso con un immenso luchettone. Ben presto la situazione si è agitata con arrivo dei giovani maoisti (YCL) che hanno forzato l’entrata. Le proteste e lo sciopero dei sacerdoti tradizionali (i newari Bhandari) continua e si somma allo scontento, già forte nell’etnia originaria di Kathmandu, per le somme negate e poi parzialmente concesse per i sacrifici del Dashain che portarono a tre giorni di scontri con la polizia.
La Suprema Corte è intervenuta rigettando la decisione del Governo e confermando le antiche regole e rafforzando le proteste dei tradizionalisti.
Quando le proteste dei fedeli e dei sacerdoti finiranno, si prevede per l’ennesima retromarcia del governo, s’aprirà un nuovo fronte, ben più pericoloso per la stabilità del paese. Come preannunciato in altri posts, i militari maoisti non ce la fanno più a stare, senza paga, nei campi istituiti ma non gestiti dall’ inutile UNMIN (United Nation Mission in Nepal) e inizieranno a richiedere il promesso arruolamento nell’esercito regolare (che nessuno vuole). L’amico Rojit di ritorno dal Rukum (remoto Nepal occidentale) mi racconta che nel campo della PLA si gela di freddo, c’è poco cibo e i rinchiusi non vedono soldi da sei mesi. In più l’UNMIN, in modo scriteriato, non ha riconosciuto come combattenti migliaia di persone senza proporre alternative e che, adesso, non sanno più cosa fare. Torneremo su questo argomento.

6 Gennaio: Aggiorno su Pashupatinath per diverse ragioni. La prima perchè la Città è uno dei luoghi più importanti e sacri nella tradizione hinduista e nella vita dei nepalesi. Lì vengono accompagnati i defunti nel loro ultimo viaggio e gli anziani si ritirano nei pathi per attendere la morte. Per i visitatori estranei è impossibile non cogliere le millenarie e pesanti e energie del luogo anche se c’è chi insegue con la macchina fotografica le pire e i cadaveri. Insomma Pashupatinath è uno degli elementi strutturali nella tradizione e nella cultura nepalese.
L’intervento maldestro della politica ha sollevato un altro problema nella già complicata situazione sociale ed economica nepalese, dove gli schemi si sono rotti e i collanti sociali sciolti. Ogni giorno qualcuno protesta, spesso a ragione, per promesse mancate del governo, problemi insoluti da anni e aggravati, diritti negati o presunti.
In Nepal, ormai, si assiste a un tutti contro tutti, sembra perso il senso dello stato e della comunità.
L’intervento del governo su Pashupatinath ha provocato un pestaggio dei sacerdoti bandhari da parte dei giovani maoisti ,con una decina di feriti (per impedire una loro conferenza stampa). La risposta è stata uno sciopero (con blocco totale della circolazione e qualche tafferuglio) dei tradizionalisti, la protesta dei partiti Madeshi del Terai (d’ispirazione hindu) che minacciano di uscire dal governo e manifestazione addirittura in India. La polizia, come è abitudine, è stata assente in tutti questi avvenimenti confermando la generale impunità.
Dopo 24 ore, il governo, come previsto, ha fatto marcia indietro ma ormai nuove tensioni si sono aggiunte a quelle già dilaganti nel paese. La crisi permane perché i sacerdoti indiani e specie il gran sacerdote (Mul Bhatta) vuole scappare in India e sfuggire da questo chaos. I was threatened by a group not to continue with my duties, while another wanted me to carry on. What can I do under the circumstances? I don’t want to get drawn into the vortex of this controversy ha dichiarato ai giornali.
Il risultato di questo pasticcio e di questo tentativo di lottizzazione di Pashupatinath è l’ulteriore perdita di credibilità del governo a guida maoista e l’impressione che tutto si stia sfasciando, anche ciò che ha retto per millenni

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