La tragedia di Gaza, vista da Oriente

manifestazione a Mumbai, Times of India

E’ abbastanza distante la tragedia di Gaza in India, dove l’attenzione dei giornali è più concentrata sulla scambio di accuse e contraccuse con il Pakistan e sull’offensiva dei militari contro le Tigri  dello Sri Lanka. L’autorevole Times of India riporta le notizie, senza commenti, ma ricorda le proteste dei musulmani di Mumbai contro il massacro di civili e bambini (nella foto).
Direttamente dalla Striscia scrive il corrispondente di The Hindu, my Gazan neighbours are thinking first and foremost about their personal survival: how do I get food; how can I cross the street; how can I check on close family members a few hundred metres away; how can I get some cash to buy basic provisions; will I wake up to find a soldier at my doorstep; will I ever be able to live a normal life? In terms of politics, they are not thinking about internal disputes between Fatah and Hamas – they have put any party allegiances to one side. They are only thinking about the inhumanity inflicted on us by Israel.
L’impressione è che i principali giornali indiani siano fortemente condizionati dalla “lotta al terrorimo” in cui Hamas, Talebani e i vari gruppi pakistani sono visti come un unicum. L’attenzione è posta sulle tragiche conseguenze umanitarie del conflitto in corso, mantenendo una posizione neutrale fra le parti.
Ancora più distante appare Gaza nelle notizie dal Nepal e dalla Cambogia, in cui i giornali riportano solo notizie d’agenzie, senza commenti. Asian nations expressed alarm, too, with Pakistan and China calling for an immediate end to the assault and Muslims in Indonesia urging war against the Jewish state scrive il Phnom Penh Post.
La Thailandia, distratta dalla crisi interna, si preoccupa per le migliaia di emigrati thailandesi che vivono in Israele. Fra l’altro, le provincie del sud (Narathiwat, Pattani and Yala, a maggioranza musulmano) chiedono da anni l’indipendenza e, dal 2004, i gruppi armati hanno intensificato la guerriglia che ha causato oltre 3000 vittime. Queste regioni facevano parte del Sultanato di Pattani, annesso 200 anni orsono.
Anche in Bangladesh,  le ultime elezioni e le speranze che stanno generando dominano i giornali e l’attenzione dell’opinione pubblica. Ma i musulmani moderati del Bangladesh vedono con preoccupazione il radicalizzarsi dello scontro. In un intelligente corsivo il Bangladesh Today inizia ad analizzare gli sconfitti di questa guerra: This war may prove counter-productive for Israel and the West. The European Union, with its record of economic help to Palestine, was wrong to cut off funds to the civil side of the elected Hamas government. The EU is losing credibility with Arab and Muslim opinion. Moderates and modernizers throughout the Arab and Muslim world are also losers. The movement for Muslim modernization cannot be militarized as in Iraq or Afghanistan and fought by the West or Israel. We all have to learn how to deal with political Islam and fundamentalism, without declaring war on half the world.
Sono i giornali pakistani i più duri e schierati. Qui si può cogliere quale è l’impatto, del mondo musulmano, della tragedia di Gaza. E, i principali giornali rappresentano, in genere, la parte più moderata dell’opinione pubblica.
The ongoing Israeli aggression in Gaza is a grave threat to world peace and the international community must ensure a quick end to the assault, Information Minister Sherry Rehman said on Monday. “The world must act quickly and justly to stop the ongoing Israeli aggression in Gaza, which is violating the UN Charter,”
Tensioni, divisioni crescenti, assurda guerra di civiltà, questo emerge dal pesimistico ma realistico corsivo del Pakistan Daily, The year 2009 too seems not to have a good message for the Muslims if one sees Jewish State indiscriminate genocide in Palestine. More than 400 innocent Palestinians have been martyred. One can easily understand the so-called US/Europe free media unilateral reporting and propaganda campaign. Jewish aggression has caused an outraged amongst the Arabs in particular. In post-9/11 era, the terrorism phenomenon has become an anathema to the Muslims as the curse is being tied with the Muslims and their democratic and more peaceful religion.

Ampio reportage e forte commento del The Dawn pakistano, Clearly, the loss of hundreds of lives in Gaza has not been cause for universal dismay and action. As in 2006, so now, the UN is giving the Israeli terror machine time to kill as many civilians as possible.
In questi Paesi, però, poca gente nelle strade contrariamente che a Jakarta e a Kabul dove vi sono state manifestazioni di massa.

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