Sant’Obama, visto da Oriente

mission-accomplished Peggio del giovane Bush non si potrà fare, scrive l’editoriale del Post di Bangkok, per cui Obama dovrebbe avere la strada spianata. He literally messed up the United States and the world. Nell’ultima conferenza stampa, his body language told the whole story of his troubled presidency. Bush tried to be at ease with the journalists but he could not hide the fact that he is a failed president.
L’articolo continua raccontando la  pubblicità su “Mission Accomplished” a inizio occupazione dell ‘Iraq, per poi vedere i soldati americani morti crescere. After five years, the US is now contemplating an exit strategy. Abu Ghraib e Guantanamo Bay portrayed the US in the most evil and negative way. Nobody ever imagined that such practices could happen under a US administration.
Bush figlio per le sue fissazioni religiose e i legami con i potenti gruppi industriali-militari ha scelto la forza per imporre, come durante le Crociate, il suo credo. Forza non utilizzata per controllare le potenti lobbies finanziarie americane.
The impact of the Iraq War on the US economy is very clear to see. Billions of dollars are being spent each month on continuing the war, and the US economy – as big and as viable as it is – just cannot sustain it. Now the US is in recession and the future will be tough.
Il cupo crociato Bush ha stancato l’elettorato, Obama è la speranza e l’ottimismo he will work to restore the US to its rightful place in the world.
I giornali dell’Asia riflettono le speranze degli americani (e di gran parte del mondo) perché si chiuda il triste “scontro fra civiltà” e la paranoia del guerriero solitario del bollito Bush. Il nuovo Presidente vorrebbe (se le lobby militari ed economiche non glielo impediranno) rifare il contratto sociale con i suoi cittadini e con il resto del mondo centrato sul dialogo e la partecipazione più che sul conflitto e la paura. L’Asia si trova, dopo otto anni d’amministrazione Bush, con troppe fratture aperte (Afghanistan, Pakistan, Burma, repubbliche centro-asiatiche, Iran) che hanno ricadute sulla situazione interna dei singoli paesi. Gli editoriali confermano che, malgrado tutti i mutamenti planetari, se gli USA da soli non possono risolvere i problemi aperti, senza gli USA essi divengono irrisolvinili.
Obama parte con l’appoggio del 73% dell’opinione pubblica americana, among the highest in recent times promises to be someone for everyone. The irony is that the “stratospheric expectations” are only matched by the scale and magnitude of problems he will inherit, scrive il giornale pakistano The Nation.
Sarà l’economia a dettare l’agenda del nuovo Presidente, la perdita di fiducia nel sistema economico e i 2,6 milioni di posti di lavoro scomparsi.
Le crisi internazionali resteranno in secondo piano, scrive The Nation, solo l’Iran sarà centrale preferably without Ahmadinejad (who faces polls this year), to stabilize Iraq, call off Hamas and help with Afghanistan. What Obama does to turn the Iran relationship around will affect Middle East and Arab world, and also the real epicentre of global jihad. Il Pakistan, continua il giornale, deve essere riassicurato to bring it back from the jihadi edge.
L’attuale isolamento internazionale, il consolidarsi delle relazioni nate con l’amministrazione Bush fra USA e India, il disfarsi dello stato nelle regioni nord-occidentali sotto il controllo dei Talebani (che continuano a distruggere scuole per impedire l’istruzione alle bambine) , i continui attentati diretti ad indebolire il governo e mantenere destabilizzato il paese, rischiano di far saltare lo storico alleato, perdipiù dotato di armamenti nucleari.
L’appello del governo Pakistano di questi giorni ha del drammatico” the international community has to persuade India for the resumption of Indo-Pak peace process stalled in the aftermath of Mumbai attacks“, Obama deve ascoltarlo conclude il giornale.
Il pakistano Financial Daily (moderato) inserisce nella Historical Inauguration, le preoccupazioni del mondo musulmano per la Palestina, la cui gestione sembra affidata totalmente ad Israele e  richiamando la tragedia di Gaza e thousands of innocent people killed in Iraq, Afghanistan and Pakistan’s tribal areas without bringing down the level of militancy, durante la violenta ma fallimentare  “guerra al terrorismo“.
Ma, continua il Financial, Le prime difficoltà di Obama si sono viste proprio su queste questioni con his silence on the Israeli offensive in Gaza has led to some rare criticism in foreign media. Solo il 3% dell’opinione pubblica americana, schiacciata dalla crisi economica, considera la questione Iraq (e, dunque ancora meno le altre questioni di politica estera), prioritarie per la nuova amministrazione.
Del resto ciò sembra confermare un pensiero, assente nelle molte analisi sulla  tragedia di Gaza (e la decennale questione palestinese) cioè che, forse, i potenti del mondo (USA in testa) se ne impippano della vicenda, lasciando ad Israele la sua gestione.Lo stesso accade, con l’aggiunta di altri gestori (UN, UE, OUA), per il Kashmir, la Somalia, il Congo, il Darfur (fra poco il Kenia) e gli altri buchi neri umanitari e sociali, in cui, da decenni, si rovinano e distruggono vite. L’interesse per i problemi umanitari cresce quando, come titolano i giornali italiani l’ENI fiduciosa sull’assegnazione del contratto di esplorazione e produzione di petrolio nel campo iracheno di Nassiriya.
Il mondo spera che Obama cambi direzione; egli, scrive il Kathmandu Post, ha più responsabilità dei suoi predecessori perché there is an entire bevy of foreigners in the “Yes, we can” and “Change” bandwagons. Loro sperano, con grande ottimismo che la sua leadership risolva le numerose crisi che piagano il globo. But people’s patience is only ephemeral. If “His Popularness” does not expeditiously deliver on those expectations, it won’t be long before he is tagged with a new title, “Oh, Bummer (che noia). Si torna a parlare di soft power cioè del rilancio di quell’insieme di valori e ideali positivi che contribuiscono a ricreare un ruolo di leadership agli americani.
Morning, Mr President, titola l’editoriale del Times of India e racconta di un paese amareggiato, impaurito e diviso dopo otto anni d’amministrazione Bush che saluta Obama con sollievo e speranza. Il mondo che ha visto l’America with growing alarm during these years spera che, con la nuova amministrazione, prenda campo responsabilità, consenso e cooperazione per superare le divisioni lasciate. L’editoriale tira per la manica il nuovo Presidente, sottolineando che for the sake of the world’s security, Obama must press Islamabad to clamp down on these groups and close down their bases, something that the Bush administration failed to do for most of its run.
Su Myanmar FM radio station, nel suo oroscopo giornaliero l’oracolo San-Zarni Bo ricorda che Obama è del segno el Leone e il suo destino è quello di un st-obama-of-assisiimperatore. Sarà sicuramente rieletto anche se ci saranno certain assassination attempts nel 2009. 2010 e 2013. Riguardo alla Birmania e alle sanzioni imposte dagli USA, l’oracolo ha ricordato che people born on the fourth day of the month stand on the side of the weak people.
Molti cambogiani avevano festeggiato a Phnom Penh l’elezione di Obama proiettando, scrive il Post, their hopes of political change on Obama, some Cambodians hope the US will help push Cambodia’s government in a more accountable direction. Ma aggiunge, realisticamente che i crescenti investimenti cinesi e il ruolo dominante di Pechino in Cambogia may also discourage Washington from taking a harder line on human rights.
Sarà mezzanotte, in quasi tutta l’Asia quando The dream comes true, come titola, l’Himalayan Times e Sant Obama verrà incoronato.
Si può contare, continua il giornale nepalese, che il nuovo presidente comprenda che non è possibile fare il poliziotto del mondo e  di imporre i propri valori. Obama fa parte di una nuova generazione di leaders e potrà essere un esempio per altri giovani. The fact that he is an African-American will weigh heavily against him. Nonetheless, the November election has ushered in a revolutionary change in the U.S. that could do it and the rest of the world a world of good. This is also a breaking down of barriers – of race, origin, wealth, connections, and length of time one needs to be in politics to assume the leadership role. Of the last one, countries like Nepal need to take notice!

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3 risposte a “Sant’Obama, visto da Oriente

  1. Qualche giorno fa leggevo sul Kathmandu post che i maoisti invitavano ufficialmente il paese ad imbracciare i fucili contro Usa e India. L’ottimismo verso Obama è proprio di quali nepalesi? Qual è la posizione dell’America rispetto al cuscinetto Nepal tra India e Cina? Spesso ho avuto l’impressione che l’America non stia a guardare…la presenza è più o meno nascosta ma c’è.
    sonia

  2. I nepalesi, come il resto del mondo, sperano nella novità rappresentata da Obama. Del Nepal gli USA se ne fregano considerandolo sotto l’influenza indiana. Quando se ne sono occupati un pò di più con l’allampanato e sciroccato ambasciatore James F. Moriarty (bisognava nasconddere gli alcolici quando si presentava ai party) sono riusciti a scontentare tutti.
    Quando i maoisti parlano d’imbracciare i fucili sembrano la Lega di Bossi, un pò di spettacolo per cercare di nascondere i limiti.

  3. La lega nepalese mi preoccupa alquanto 🙂
    E’ anche vero che adesso l’America si sta avvicinando un pò di più all’India perchè ne ha intuite le potenzialità. Questo, di crisi, non è certo il momento migliore per prendere in considerazione l’oriete da parte del colosso a stelle e strisce…ma è anche vero che (vuoi per la crisi, vuoi per gli scandali del latte in polvere) negli ultimi mesi la flessione della domanda di prodotti alla Cina ha creato 10 milioni di disoccupati…che entro il 2012 saranno 50 milioni. Non sono una sostenitrice della globalizzazione incontrollata ma mi auguro semplicemente un futuro migliore per il Nepal, uno sguardo in più da parte di chi ” si sente” in alto, di chi adesso, con la nuova figura insediatasi, guarda avanti verso un futuro migliore per tutti. Speriamo.
    Gli amici nepalesi dei distretti ad est mi scrivono che Obama trasmette la stessa positività che vedevano loro nei maoisti, la speranza che poi si è spenta. Come paragone mi pare forzato ma intuisco da cosa possa essere suggerito
    So

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