Lanka: Le Tigri sono in gabbia, e dopo…

buddhaIl punto sullo Sri Lanka parte dalla caduta di Killinochi (ottobre 2008), la capitale del Liberation Tigers of Tamil Eelam (LTTE).
Poi, in questi giorni, è toccato al villaggio di pescatori di Mullaittivu, sulla costa settentrionale, già devastato dallo tsunami nel 2004 e oggi dall’attacco delle forze governative, dal mare e dal cielo. La guerra sta continuando intorno alla cittadina di Vishuamadu.
Sembra che il governo di Mahinda Rajapaksa, sempre più incurante di leggi e diritti,  stia scrivendo la parola fine alla guerriglia più longeva del sub-continente. I bombardamenti dell’artiglieria pesante (da 10 giorni) hanno provocato circa 400 morti e 1500 feriti, tant’è che il vescovo di Jaffna,  Thomas Saundaranayagam, ha iniziato uno sciopero della fame, insieme a qualche centinaio di fedeli, per chiedere la fine dei bombardamenti.

I Tamil, che le Tigri vorrebbero riuniti in uno stato indipendente, sono la più grande maggiornza nello Sri Lanka. Favoriti durante il regime coloniale inglese furono discriminati quando la maggioranza buddhista singalese ottenne l’indipendenza. I disordini univeristari del 1983, i picchiaggi contro studenti Tamil rafforzarono il LTTE sotto la leadership di Vellupillai Prabhakaran.
Negli anni occuparono, con sostanziale stabilità, vaste aree nelle regioni nord-orientali dell’isola, eliminato gli oppositori e si autoproclamarono difensori dei Tamil. La guerra è costata oltre 70.000 morti.
Ben organizzati dal punto di vista militare, sono stati l’unico gruppo terroristico mondiale che disponeva di una marina e di un sommergibile Sri Lankan forces on Thursday seized a submarine-type craft , scrive oggi il Times Of India. Si sospetta che ambienti Tamil governativi indiani l’abbiano supportati e sicuramente, con le buone o con le cattive, la diaspora Tamil sparsa per il mondo.
A Madras (Chennai), la capitale del Tamilnadu, sono iniziate le manifestazioni contro “il massacro dei Tamil a Sri Lanka“; un giovane si è dato fuoco per protesta.
Il Ministro degli Esteri Indiano, Pranab Mukherjee, si è recato a Colombo per chiedere moderazione a attenzione verso i civili e un processo di pace che non porti a discriminare i Tamil. Il governo singalese và dritto ed è intenzionato a dare il colpo finale ai guerriglieri, e, come accade ovunque, i morti civili sono ininfluenti danni collaterali.
Le cause del crollo delle Tigri sono molteplici, mi scrive la gentile amica Nirmala da Colombo. La dittatura imposta nelle aree controllate, gli attentati sanguinosi e indiscriminati, la morte di alcuni leaders storici, la defezione del tristemente famoso Colonello Karuna (Vinayagamoorthy Muralitharan) e delle sue bande.
Il colonello, cooptato dal governo nel Parlamento, è accusato di una moltitudine di crimini contro i diritti umani, d’uccisioni di soldati e poliziotti a sangue freddo, d’arruolamento di bambini. Nel 2008 è stato arrestato a Londra.
Nirmala, aggiunge, che se ogni guerra deve avere un simbolo, quella dello Sri Lanka è il bulldozer distrutto sull’ Elephant Pass nel 1991, quando l’esercito si ritirò. La sua conquista, in questi giorni, da parte dei governativi ha costretto le tigri superstiti nelle foreste settentrionali , dove non hanno speranza di resistere a lungo.bandiere-delle-tigri-a-elephant-pass
Come in ogni guerra vi è un massacro di civili. 250.000 persone vivono dove infuriano i combattimenti, senza protezione né “safe zones” rispettate , le ambulanze sono colpite (l’esercito accusa le Tigri) e non si possono muovere, qualche giorno fa 250 bambini e feriti sono stati messi in salvo da Puthukkudiriruppu. Diverse fonti hanno confermato che i bombardamenti d’artiglieria stanno continuando sulla città, malgrado la tregua umanitaria di 48 ore proposta dal governo, e che si stanno contando le vittime, numerose, dell’ospedale cittadino più volte colpito.
Come sempre i combattenti si rimbalzano le colpe. Le Tigri denunciano Sri Lanka Army (SLA) stepped up indiscriminate artillery barrage towards the heart of ‘safety zone’ since Thursday noon killing at least 44 civilians and causing injuries to 178, initial reports from Vanni said. The shelling has targeted Chuthanthirapuram 100-housing scheme, where at least 8 civilians were reported killed. Five civilians were killed near St. Antony’s Church in Chuthanthirapuram
A Colombo si è festeggiato con i fuochi artificiali la caduta di Killinochi e la borsa è salita del 5%.
Nirmala spera che la sconfitta militare delle Tigri non porti alla disperazione che si concretizza in un aumento degli attacchi terroristici verso la gente inerme.
Qui sta la grande incognita del governo di Mahinda Rajapaksa e del Freedom Party che vinse le elezioni, nel 2005, promettendo di revocare le «eccessive concessioni» fatte al LTTE, nei negoziati mediati dalla Norvegia. Il voto fu boicottato dalle Tigri con l’invocazione del Tamil Eelam, o la Patria Tamil o niente cooperazione.
Il Governo è accusato di limitare la libertà di stampa, di nascondere le notizie e d’infischiarsene dell’opposizione. Il 9 gennaio fu assassinato Lasantha Wickrematunga, il coraggioso giornalista dell’indipendente del The Sunday Leader che, in più articoli, aveva richiamato il suo vecchio amico Mahinda al rispetto delle leggi. Vi è una deriva di violenza politica impunita nel paese, molto pericolosa, segnala la preoccupata Nirmala.
In un suo ultimo articolo scrisse, relativamente all’attacco contro le Tigri : “But to do so by violating the rights of Tamil citizens, bombing and shooting them mercilessly, is not only wrong but shames the Sinhalese, whose claim to be custodians of the dhamma is forever called into question by this savagery, much of which is unknown to the public because of censorship.
Qui sta il problema, conclude Nirmala, se il Governo non considererà le provincie del nord “terre occupate” e sarà in grado di far entrare, con diritti e potere, la comunità Tamil nella gestione dello stato.
L’opposizione (United National Party e altri), che fino ad oggi sembrava rispecchiare l’antico detto Sinhalaya Modaya, Kavum Kande Yodhaya (i singalesi sono tonti e con il solo interesse per i kavum -frittelle di riso) sta ora svegliandosi e, forse, è un buon segno per una soluzione ragionevole della questione “Tamil”.

AGGIORNAMENTO AL 9 FEBBRAIO. Inizia il dopo. La sconfitta militare delle Tigri rischia, come suggerito dagli amici di Colombo, di generare disperazione, violenza e attentati. Oggi a Vishvamadu, una ragazza si è fatta esplodere,  28 morti (quattro sono bambini) numerosi feriti, fra i profughi in fuga dalla zona del conflitto. 

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