L’Emirato dei Talebani e radio Mullah

swat“Vi giungemmo in tre ore e mezzo d’automobile, su un ottima strada che scavalca il passo di Macaland e poi precipita in una Valle spaziosa”,  racconta l’inizio delle sue spedizioni (dal 1956 al 1965) , Giuseppe Tucci, il più bravo orientalista italiano, che  scavò fra quelle valli e montagne trovando i resti di antichi regni buddhisti, estesi, all’inizio della nostra era, dall’Afganistan all’India.
Egli ritenne d’aver trovato la patria di Padmasambava, il mistico, magico yogi, che portò il buddhismo in Tibet ed è, ancoroggi, fra le figure più venerate e rappresentate.
Nello Swat s’incontrarono decine di popoli, idee e forme artistiche. Dall’Occidente la cultura ellenica portata dal conquistatore Alessandro, dall’oriente quella indiana, dal nord quella delle tribù Kushana. Allora la regione ancora conservava stupa, statue, opere d’arte a testimonianza di quel passaggio di fedi e popoli.
Il nome deriva dal fiume, “su cui converge tutta la regione“. Tucci si trovò bene, durante le sue numerose spedizioni, fra quei contadini e allevatori Pasthun, un po’ musulmani, tranquilli, pacifici, fuori dal mondo. (Giuseppe Tucci, La Via dello Swat)
Oggi l’amico Kamran mi scrive da Peshawar, e mi racconta che ormai la regione è un Emirato dei Talebani. Come del resto altre aree della Northwest Frontier Province (NWFP), Dir e Gilgit, Chitral alle pendici dell’Hindukush. Da questi antichi regni, partono i pazzi che stanno facendo del Pakistan un altro failed state, con attentati quotidiani. Gli USA, ogni tanto, bombardano qualche villaggio
Anche dopo i tempi di Tucci, lo Swat era una delle regioni più prospere del Pakistan grazie ai buoni raccolti di riso, frumento, frutta: al turismo e alle rimesse dei migranti. I passati Khan (prima dell’annessione al Pakistan nel 1969) avevano sviluppato un sistema educativo efficiente e diffuso.
Oggi, centinaia di persone sono state uccise, migliaia costrette a migrare, 191 scuole distrutte (di cui 122 anche per bambine), 62.000 studenti senza educazione. Gli scontri fra esercito, Talebani e fra i diversi gruppi Talebani hanno distrutto l’economia, l’agricoltura e fatto prosperare il mercato nero delle armi e dell’oppio.
Anche qui si pagano errori passati, la corruzione centralista del governo di Islamabad, lo sfruttamento a fini politici nazionali ed internazionali della regione. Tutto questo iniziò a generare agli inizi degli anni ’90 un movimento di protesta d’ispirazione islamica poi assorbito dai nascenti Talebani e dai diversi servizi segreti.
I Talebani, in massima parte d’origine Pasthun, furono il braccio armato di chi aveva interesse a tenere lontano dall’Afghanistan l’India e l’Iran che appoggiavano altri gruppi di Mujahideen afghani.
Dagli anni ’90, dallo Swat passarono milioni di armi, nacquero mafie, si moltiplicarono madrase Wahhabi. Il tiepido sufismo praticato nel passato (come del resto in Kashmir) fu soppiantato dall’ Islam più integralista. Molti Pasthun furono arabizzati e l’arabo (il linguaggio del paradiso) insegnato ai bambini.
Eppure, racconta Kamran, i Talebani (per di più divisi in gruppi più o meno oltranzisti) sono solo qualche migliaio di uomini ed è sorprendente come possano tener testa all’esercito pakistano, il settimo del mondo e finanziato dagli USA:
La gente dello Swat è stanca della guerra, degli attacchi indiscriminati dell’esercito ai villaggi, delle minacce e del clima di terrore instaurato dai gruppi Talebani, ma è impotente può solo scappare a Peshawar dove ha poco futuro.
Negli ultimi mesi i Talebani hanno attaccato ogni simbolo del governo incluse scuole ed ospedali per affermare la loro sovranità sulla regione.
A metà febbraio, questa situazione di fatto è stata riconosciuta dal governo Pakistano con un accordo di pace (con alcuni gruppi Talebani) e con l’introduzione della Sharia (Nizam-e-Adl Regulation) nello Swat.
Dai microfoni di Radio Mullah (FM 92 Mhz), i barbuti predicatori hanno goduto anche se hanno continuato ad insultare il presidente pakistano Asif Ali Zardari (chiamato gaddari, traditore), il Primo Ministro Yousuf Raza Gillani (gran somaro) e minacciando poliziotti e funzionari elencando nomi e indirizzi.
La gente dello Swat ascolta le trasmissioni per sapere le intenzione di questi pazzi; sapere se le donne potranno andare la mercato, i bambini a scuola, dove si concentreranno scontri e minacce.
Qualche versetto del corano e le Good News, i disastri che hanno colpito gli infedeli. Il povero Tucci, già pessimista sulle capacità dell’uomo di governarsi e sulla buona fede dei politici, avrebbe trovato in questi avvenimenti, un’ulteriore conferma delle sue teorie.

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