Nepal, che tempi…

indrajatra1Gran folla, come ogni anno all’Indra Jatra, una delle grandi feste che salutano la fine del monsone e la speranza di buoni raccolti. Nella Piazza (Basantapur) tutto il Nepal che conta, compresi i dignitari stranieri, una volta compariva in pompa magna il detronizzato sovrano. Tutti sul balcone colonnato del Gaddi Baitak, l’antica costruzione neoclassica bianca che chiude un lato del vecchio Palazzo Reale. Anche quest’anno le feste porteranno casini.

Il Primo Ministro Madav Kumar Nepal è arrivato dopo essere stato preso a pietronate dai giovani maoisti che contestavano (ormai da mesi) il suo governo e non solo, visto che i poveri preti saliti dall’India del Sud, per gestire lo spirito (e la materia) nella santissima Pashupatinath devono girare sotto scorta. C’è da dire che le critiche al governo sono condivise da tutti. In 100 giorni è riuscito a moltiplicare solo il numero dei ministri per accontentare i 22 partiti e partitini che lo sorreggono. Dei lavori per la nuova costituzione (ragioni delle elezioni dell’Assemblea che lo ha nominato) non si sa più niente, lo zucchero è scomparso in prossimità delle feste e i prezzi decollano. Nelle strade i maoisti imperversano con bandiere nere contro l’evanescente governo e il loro leader tornato il Feroce Prachanda minaccia sommosse di piazza. Come ovunque nel globo la gente sbattuta nelle strade con promesse, aspettative slogan e demagogia (qui altra non può più neanche lavorare per i continui scioperi e manifestazioni).

Sulle note, un po’ scontate d’Image (di John Lennon), l’amico Sanu (in piena festa in quanto Newari d’alta casta) mi diceva che i sognatori nepalesi si sono svegliati e non immaginano più, come negli anni ’90, un paese moderno e socialmente giusto, ma attendono solo l’occasione per migrare. I nepalesi sono alla frutta, compresi quelli ben piazzati.

Nell’ Indra Jatra, la folla cresce con l’avvicinarsi della sera. Intorno ai templi danzano con antiche maschere propiziatrici i sacerdoti della comunità newari (buddhisti e hinduisti tantrici),  i Pulukeshi (danzatori mascherati da elefante) sono inseguiti dai bambini, altri preti (Banda) preparano e benedicono il carro di legno colorato della piccola Kumari che, frastornata, viene trascinata fuori dalla sua dimora. Le grandi facce di Bhairava (emanazione di Shiva), protettore della Valle sono scoperte e oggetto di offerte e venerazioni. Nominalmente è il tradizionale Dio vedico Indra (il faccione è esposto a Indrachowk) al centro della festa, nei tempi antichi egli governava il ciclo delle Acque, il Cielo, Tuoni e Saette. Poi Shiva, Buddha, Vishnu l’hanno fatto diventare una loro emanazione. Per buona parte della notte la piccola Kumari gira sul carro di legno per le strette medioevali del centro cittadino, per confermare l’antico legame fra lei, la Madre Terra, e gli uomini.

La storia non finisce qui poiché fra qualche giorno ( a fine settembre) inizia il Dashain, la più importante festa del Nepal hinduista che, come per noi a Natale, porta al ricongiungimento delle famiglie. Torneranno i migranti carichi di enormi pacchi, televisori, videoregistratori, regali e paccottiglie varie e con qualche soldo per dare respiro alle famiglie rimaste nei villaggi. Troveranno un paese sempre più incasinato che si regge, in gran parte sulle loro rimesse. Se dovranno viaggiare sulla East-West highway (lo stradone che congiunge est e ovest del paese) dovranno stare attenti ai briganti (dacoit), moltiplicati negli ultimi tempi, che saccheggiano bus, camion e macchine. Un altro segno dei tempi.

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5 risposte a “Nepal, che tempi…

  1. scusa enrico,posso chiederti se c’e’ da fidarsi a venire 2 settimanelle a kathmandu verso novembre? vorrei organizzarmi ma la situazione che percepisco dai vari organi di informazione non mi tranquillizza affatto.grazie per il tuo aiuto a risentirci luca.

  2. La situazione è brutta solo per i nepalesi. Non ci sono mai stati problemi per i turisti di sicurezza. L’unico rischio è rimanere bloccati da qualche parte per uno sciopero\manifestazione (bhanda in nepalese). In questo caso il rischio è alto perchè i maoisti stanno premendo, con manifestazioni di piazza, per scardinare il debole governo. Gli scenari sono due: ai maoisti verrà data un pezzo di torta ed entreranno nel sovrapopolato esecutivo (il più probabile); non li vorranno e quindi la situazione rischia di degenerare, cioè manifestazioni sempre più violente e coprifuoco e blocco del paese (ipotesi meno probabile perchè nessuno nepalese, indiano, occidentale lo vorrebbe). Oggi hanno arrestato un centinaio di manifestanti che protestavano davanti all’antico palazzo del Singh Durbar che ospita l’esecutivo.
    Io andrei tranquillo, novembre è un bellissimo mese per viaggiare in Nepal e andare in montagna. Divertiti.

  3. ben tornato Enrico,
    quest’anno il nepal l’ho visto da sud, in india…ma al confine…per non essere troppo lontana.
    speriamo che Dashain porti buoni inizi…..

  4. Ciao Sonia
    anche il monsone ha il suo fascino (verde, luce, caldo), magari un pò faticoso (pioggia, nuvole, fango).

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