Nepal: distribuito dalle Nazioni Unite riso marcio, 320 morti di diarrea

Avevamo parlato in un altro post della solita epidemia di diarrea che è esplosa (come ogni anno durante il monsone) in diverse parti del Nepal provocando oltre 400 vittime. Avevamo parlato di come il World Food Programme (WFP) avesse distribuito riso marcio ai profughi delle inondazioni dell’anno scorso, provocando un’epidemia di diarrea che aveva colpito specialmente i bambini. Ricordo che per prevenire la diarrea basterebbe una semplice cura con bustine di sali minerali al costo di meno di euro 0,20 a busta. Avevamo parlato del fatto che WFP risucchia centinaia di migliaia di euro ogni anno ma le carestie sono una costante delle regioni occidentali del Nepal e, visto che nessuno fa niente, lo saranno anche quest’anno con un monsone (e di conseguenza raccolti) scarsi.

La sintesi è che WFP in Nepal è una baracca inutile e costosa diretta da un incapace dandy, tale Richard Ragan (vedi foto che è tutto dire). La sua presenza nel paese si manifesta solo nei party organizzati negli hotels a cinque stelle, quando si presenta vestito come un ballerino anni ’50 con al collo un colorato farfallino. Di questo tizio se ne raccontano di tutti i colori. Eppure è sempre lì a fare disastri. Nessuno del suo staff muove la minima critica (paura di perdere il lauto stipendio), nessuno controlla i “contractors” da cui si compra (a prezzi spaziali) il riso, lenticchie e altro cibo marcio veicolato ai poveracci. Atteggiamenti comuni nel mondo dell’assistenza internazionale.

Adesso ri- leggiamo sull’Himalayan Times:  A preliminary report of the government panel has put the blame on the UN agency and contractors supplying low quality food to the mid and far-western region for the diarrhoeal outbreak that has claimed the lives of 320 people in the last three months. Traducendo: un rapporto preliminare del Ministry of Local Development (MoLD) riporta che, a seguito d’analisi effettuate dal Food Technology and Quality Control unit sul cibo distribuito da WFP nelle regione colpite dalle epidemie (-Surkhet, Dailekh, Jajarkot, Nepalgunj, Salyan and Achham), è stato rilevato che questo è stata una delle cause di oltre 320 morti e migliaia di malati.   C’era già nell’aria qualcosa di strano, perché il ballerino Ragan aveva rilasciato, prima ancora che se ne parlasse, un intervista dichiarando che It is impossible to get diarrhea caused disease from dried food, affermazione degna di un imbecille quale è che considera la gente del paese per cui dovrebbe lavorare un’accozzaglia di stupidi.

Abbastanza straordinario e innovativo è che un ministero, foraggiato dai donatori internazionali, abbia fatto la denuncia pur cercando di scaricare le responsabilità sui contractors, cioè i fornitori di WFP. La domanda legittima sarebbe, se qualcuno nel mondo avrà voglia di farla, con centinaia di funzionari pagati è possibile che nessuno effettui il minimo controllo e che la gente invece di essere aiutata viene ammazzata dagli aiuti internazionali.    Dove non muore per il cibo marcio, comunque, the distribution of food material was also increasing the dependency syndrome that was discouraging agricultural activities, ripetono da anni i pochi operatori sensati.

Qualche buona notizia s’intravede, invece,  nelle nebbie della politica. Sono re-iniziati i dialoghi, dopo le botte dei mesi scorsi, fra governo e maoisti nel tentativo d’includerli nel governo e, forse, iniziare a fare qualcosa.  Per esempio contrastare l’inflazione che sta ulteriormente allargando la forbice fra i garantiti (corrotti, funzionari delle NGOs e delle Nazioni Unite, black-marketeers) e tutti gli altri che vivono di salari (un insegnate guadagna mediamente euro 100 al mese) o, peggio, d’agricoltura o di lavori inventati (risciòmen, portatori, piccoli negozianti, etc.). Gli ultimi dati raccontano di un ’inflazione che cresce, ufficialmente, del 17% all’ anno ma per alcuni beni quali lo zucchero (+46%), carne (+25%), uova (+23%), legumi (+25%), latte e derivati (+15%). Per questi beni l’aumento  è stato più che doppio rispetto ai rilevamenti del 2007\2008.  Accanto vi è un mercato scaltro che nasconde i beni, crea penuria per aumentare i prezzi. La gente ha festeggiato il Dashain con molti sacrifici.

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Una risposta a “Nepal: distribuito dalle Nazioni Unite riso marcio, 320 morti di diarrea

  1. vergognoso. vevi giá accennato a questo tizio. Surya mi parlava di contaminazioni d’acqua nei distretti a sud ovest della valle, ma non era sicuro. Adesso si festeggia ma gli scontenti sono tanti.
    Sono lieta nell’apprenere che qualcosa si stia muovendo politicamente. sará una manovra propagandistica? visto che avviene propio durante le feste? sai bene che i politici amano apparire in questo periodo, quandoi neplesisoo euforici per i festeggiamenti…e spendono anche di piú di quello che potrebbero

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