Jazzmandu

jazzmanduInizia il Tihar, la festa delle Luci, che conclude i quindici giorni di riunioni famigliari, invocazioni alle divinità, sacrifici e gran mangiate del Dashain. Il Tihar, porta via tutte le feste e anche uno degli avvenimenti più interessanti di questa stagione a Kathmandu, il Jazzmandu: una serie di concerti di jazz e blues iniziati il 7 ottobre con l’ Himalayan Blues Festival.

L’idea di Jazzmandu l’hanno avuta sette anni fa due suonatori nepalesi (fra i pochi) che hanno iniziato lemme lemme a organizzare concerti nella capitale. I due ex-ragazzi organizzatori, Chhedup Bozman e Navin Chettri, suonavano e suonano con un loro gruppo (Cadenza) e, entusiasmati al ritorno dal Palmer Street Festival in Australia hanno provato a replicarlo anche qui a Kathmandu. L’evento è cresciuto, tanta gente partecipa entusiasta ed è stato pure aperto un Kathmandu Jazz Conservatory.  Quest’anno sono stati raccolti un bel gruppo di musicisti internazionali e nepalesi. Il Festival si muove fra hall di grandi alberghi ma scende anche nelle strade e uno dei posti più affascinanti per ascoltare la musica è stato, quest’anno, l’antico e restaurato (dai tedeschi) Palazzo Reale di Patan.                   La parola d’ordine, come negli anni della guerra civile, è Music for peace and compassion.

Un sacco di gente sulla collina di Gokarna, malgrado il monsone interminabile, per ascoltare gli ottimi musicisti nepalesi che mischiano strumenti e suoni tradizionali con la musica dell’occidente come i Gandharva, poi i tranquilli e soavi Simon Fisk e Arron Young.  Poi tante suonate in giro per la città con gli olandesi del Yuri Honing Trio, il grande flauto di Jamie Baum, insieme al gruppo Trio Urbano (con Dario Eskenazi e Susan Pereira) e tanti altri sia nepalesi che occidentali.              Un avvenimento, sempre per minoranze, che però ha dato fiato alla città schiacciata da una montagna di problemi.

Con il finire delle feste, infatti, si rimuovono i politici con le loro interminabili beghe inconcludenti. Adesso si è aperto lo scandalo Koirala (l’ottuagenario e potentissimo ex-primo ministro, una specie d’Andreotti locale) accusato di undemocratic decisions” and engaging in nepotism, per aver piazzato, fra l’altro, la figlia come vice-primio ministro. Ha scontentato qualche potente del suo partito e sono iniziate, come già nel passato, le divisioni interne che si sommano a quelle esterne, come gli estenuanti incontri per far entrare i maoisti nel governo. Niente di nuovo, tutto come previsto, i partiti ripetono il passato e non riescono a governare. La gente si barcamena e cerca di andarsene, cosa non facile perché sono finiti i passaporti (veramente).

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Una risposta a “Jazzmandu

  1. Anche quest’anno dal 1 al 7 novembre si terrà Jazzmandu, ormai diventato uno degli appuntamenti più belli nella vita culturale della capitale. Anche quest’anno 12 bands provenineti da tutto il mondo s’esibiranno nelle piazze e nelle strade più belle di Patan, Bakthapur e Kathmandu.

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