Maoisti in Nepal, scoppia la rissa

maoisti novembre 2009Aggiornamento 13\11: Oggi si è conclusa, con una grande manifestazione la seconda fase delle proteste di piazza dei maoisti, bloccata gran parte ella città con un corteo stimato in qualche decina di migliaia di persone. Tutto in ordine e prefettamente organizzato, gruppi di ragazzotti in maglietta rossa hanno vigilato. Nel resto della città, la vita è proseguita più o meno regolarmente e la gente ha pensato a sbarcare il lunario, anche qui la politica è un pò distante dalle aspettative della gente comune. Il comizio del leaderissimmo Prachanda ha entusiasmato la folla: una tregua fino al 20 novembre e poi inizierà la terza fase, pura e dura, con un bello sciopero generale. Alternativa, tornare nell’Assemblea Costituente e mettere sotto accusa il Presidente della Repubblica Yadav, ritenuto insieme a Koirala il grande manovratore dell’esclusione dei maoisti dal governo e del mezzo colpo di stato (appoggiato dall’esercito) che lo provocò.

maoisti in nepal dai villaggiBotta da orbi oggi intorno a Singh Durbar, l’enorme Palazzo Bianco che un tempo ospitava i Principi Rana ed oggi sede di numerosi ministeri. Come ai vecchi tempi, quando i maoisti erano appena usciti dalla clandestinità, sono arrivati i bus dai villaggi di Kavre, Ramechap, Gorkha, carichi di contadini e ragazzini che sembrano in gita scolastica. Per sicurezza scuole chiuse.

Prima dell’alba, nel nebbione invernale, sono entrati nel compound del Palazzo ministri, segretari e travet per sfuggire al blocco (gherao) dei maoisti. Poi qualche migliaio di persone ha bloccato la zona, batti e ribatti e, come sempre, accade dalla parole si è passati ai fatti e sono iniziati a mulinare i bastoni (lathi) dei poliziotti.

 Gli scontri si sono estesi a tutta l’area centrale di Kathmandu e hanno coinvolto attivisti, parlamentari e leaders dei maoisti, una cinquantina ricoverati in ospedale. Nel resto del Nepal circondati e bloccati i gli uffici pubblici. Prima, dice Prachanda, una tregua per continuare le trattative poi, se non c’è accordo, inizierà la terza fase della protesta e la formazione di un governo alternativo.

Gli interlocutori (i principali leaders governativi) sono bloccati dall’influenza suina che ha colpito il Primo Ministro Nepal (ha addirittura rinunciato all’abituale gozzoviglia prevista alla FAO di Roma, per parlare, guarda un po’, degli effetti del clima sull’agricoltura) e la mummia Koirala, gran burattinaio della politica nepalese da decenni. Quelli in salute vanno e vengono da Delhi, dove l’India non sa più che fare.

Il  Grande Fratello, secondo me, vorrebbe che si mettessero tutti d’accordo per iniziare a stabilizzare il paese. Per gli indiani, con importanti investimenti, moltitudine di migrati e migliaia di chilometri di frontiera, sarebbe importante che il Nepal raggiunse, dopo 15 anni, un minimo di stabilità, che dalle sue frontiere bucate non transitassero più droga, armi, denaro falso, medicine contraffatte. I maoisti, e c’è da crederci visto i problemi che hanno, dicono che non hanno rapporti e collegamenti con i loro colleghi indiani, che sono uno dei grandi problemi della sicurezza per Delhi. La necessità di non far precipitare la situazione, le pressioni internazionali (nè alla Cina nè all’India piace l’instabilità alle frontiere), la voglia di pace della gente comune mi fà continuare ad essere ottimista su una prossima soluzione negoziata. Due segnali sembrano confermarlo: il governo ha ritirato il blocco alle manifestazioni nella capitale minacciato e la Corte Suprema ha iniziato a valutare la costituzionalità degli atti del Presidente della Repubblica  Dr Ram Baran Yadav (del Congresso e amico personale di Koirala) relativamente al suo supporto al generale Katawal entrambi invisi ai maoisti. Certo che non è facile rinunciare a parte del potere per far posto ai maoisti a parte degli attuali goevrnanti.

Ma la stampa internazionale e specie quella indiana più dell’interminabile crisi politica si è occupata del Nepal per la Grande Gadhimai Mela che si terrà a Bara (nel Terai). Fra l’altro qui è progettato che arriverà l’unica strada a quattro corsie del Nepal, collegando Kathmandu al Terai. Bara è stata anche famosa perché nelle foreste che la circondano meditava il Buddha Ragazzo. Comunque il 24 e 25 novembre arriveranno centinaia di migliaia di pellegrini (specie indiani) per il quinquennale auspicio di Gadhimai, una delle tante forme della Dea Madre, dell’energia creativa, di Kali, Durga. Durante la festa, come tradizione, verranno sacrifica milioni d’animali, fra cui, si parla, di oltre 60.000 bufali. La storia è un po’ strana per il business che ci sta dietro, decine di personaggi (fra cui il Buddha Ragazzo) hanno firmato articoli e petizioni di protesta, oggi migliaia di persone sono sfilate mangiando vegetali e chiedendo che al posto di galline, capre e bufali vengano offerte alla Dea banane e spinaci. Che in effetti sarebbe meglio. Ma ne parleremo in un altro post.

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5 risposte a “Maoisti in Nepal, scoppia la rissa

  1. vada per la prima e seconda fase..ma alla fine cosa vorrebbero? se non mi sbaglio l’introduzione degli ex guerriglieri nell’esercito. posto che si stabilisce se le decisioni prese in passato fossero giuste o sbagliate, posto che ci si mette d’accordo su chi ha sbagliato…ma..alla fine che succede. La terza fase mi preoccupa un pó..puzza di colpo di stato, anche un pó militare.
    Nei prossimi giorni sono in germania per lavoro.
    Ti prego, se sei lí o se hai notizie certe fammi sapere. se vuoi anche per mail. i miei amici nepalesi hanno difficoltá di contatti perché molti internet point delle loro zone stanno chiudendo e in cittá non si sentono sicuri. molti sono tornati ai villaggi….non so se alla fine é la scelta giusta…comunque.
    Ti ringrazio
    Sonia

  2. Ciao Sonia
    non ti preoccupare. Purtroppo i nepalesi ne hanno passate di peggio, pensa 11 anni di conflitto civile, una rivoluzione nel 2006, dopo anni feroci. La gente torna nei villaggi perchè a Kathmandu c’è poco lavoro, specie se scioperi e manifestazioni impediscono il poco che c’è e non è detto che sia un male per loro e per i villaggi. Non penso, e spero, che la situazione precipiti non è interesse di nessuno.

  3. sicuramente la guerra civile é nell mente di tutti. Credo che l’importante sia non tornare in una dimensione di pericolo. Mi sento sempre fiduciosa sul futuro del paese ma é anche vero che l’ingerenza di alcune forme politiche e collaterali ad esse, potrebbe portare a cambiamenti non condivisi. Sai cosa mi sorprende? che molti mi dicono che rimpiangono il re…incredibile a dirsi. Anche noi in italia ci lamentiamo molto. Ci sono degli aspetti delle due politiche che sono molto comuni…..difficile da credere ma é cosí…..

  4. Cara Sonia
    luoghi dove il ceto politico pensa solo al mantenimento dei propri privilegi senza pensare a governare e infischiandosene della gente sono molto diffusi nel mondo. Per il Nepal, oggettivamente, da quando è iniziato il sistema multipartitico (1990)a parte qualche breve periodo, la situazione è stata sempre instabile, fino a precipitare con guerriglia dal 1996. I maoisti, come già scritto, sono la diretta conseguenza del malgoverno, della corruzione e del nepotismo che hanno caratterizzato gli anni dal 93 in poi. I contadini del Nepal hanno visto che i soldi donati dalla cooperazione internazionale, delle tasse si fermavano a Kathmandu ad arricchire, a dismisura (case, macchine terreni), il ceto politico allargato. Chi non si sarebbe incazzato? Poi, anche loro, hanno visto che è meglio mangiare la torta (magari divisa con l’oligarchia dominante (Koirala, Nepal e le loro bande) piuttosto che darne un pò meno a molti. Questo un pò genericamente. QUando c’era il Re, specie, il paternalista Birendra, sicuramente non si stava peggio.

  5. Immagino. Sará che gli amici che ho in nepal sono tutti pro corona!
    Quello che non mi spiego é tutta questa adesione, sopratutto giovanile. Negli ultimi anni in nepal ho conosciuto due categorie di giovani: quelli ingenui e appaentemente fuori dal mondo, che non vogliono immischiarsi con la politica-o fanno finta di essere ignoranti in merito: e quelli militanti fino a livello estremo. Tra i due opposti non so cosa sia peggiore. Almeno in Italia la prima é tristemente la fascia schiacciante.
    Mi viene in mente poi un’altra cosa:i giovanissimi che sono in piazza, durante l guerra civile erano piccolissimi.Certo, sicuramente hanno visto le sofferenze con gli occhi dei loro genitori, peró……..gli amici nepalesi in realtá mi dicono che a subire, nei villaggi, in campagna, erano coloro che si opponevano e si estraniavano dai guerriglieri maoisti. Ai contadini veniva sottratto quel poco che avevano….i figli maschi sottratti anch’essi…..E adesso? La storia ha stade incomprensibili a volte

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