Nepal, spenta una luce. Comunità ed energia

Nel corso del 2006 iniziammo un progetto per connettere una parte di Kavre  in Nepal (7 villaggi per un totale di circa 60.000 famiglie) alla rete elettrica nazionale. Fu un lavoro immenso perché bisognava raccogliere oltre USD 200.000 da famiglie che avevano un reddito di poco più di USD 1000 annui. Miracolosamente, coinvolgendo la popolazione, le scuole che supportavamo,  la somma venne raccolta e fu possible iniziare la costruzione del grid locale.

Dal 2007, progressivamente, tutti i villaggi hanno avuto l’energia elettrica. Una Cooperativa (users group) composta dai rappresentanti delle comunità fu formata per gestire, una volta conclusa la costruzione, la rete elettrica e la sua manutenzione. Il mondo è cambiato nei villaggi di Kavre: i tempi di vita, studio e lavoro si sono allungati, nuove opportunità divenute possibili. Le televisioni sono aumentate, i computers anche ma i bambini evitavano di rovinarsi gli occhi studiando al lume di candela, gli Health Posts potevano congelare vaccini e sangue e qualcuno poteva togliere l’inquinante generatore a cherosene per macinare il mais.

Tutto questo fu possibile, oltre che per l’impegno e la partecipazione delle comunità, grazie al Community Rural Eletrification Programm che prevedeva la partecipazione delle comunità al 20% delle spese complessive d’elettrificazione e il restante fornito dall’ente per l’energia (NEA-Nepal Electricity Authority). Oltre al nostro progetto, questo programma ha funzionato in altre 300 comunità dove tutto funziona perfettamente e la gestione comunitaria limita i rischi di non pagamento o di furto d’energia (pratica diffusa in Nepal e in cui è cascato, in questi, giorni anche un parlamentare).

Infine, le cooperative comunitarie hanno ottenuto anche qualche profitto dalla gestione, che, nel nostro caso, doveva essere reinvestito nelle comunità. Un esempio di programma che ha avuto successo e ha diffuso una delle infrastrutture basilari per lo sviluppo. Purtroppo tutte le cose belle finiscono e anche questa idea è finita nel generale default e corruzione della NEA e dallo scorso ottobre il Programma è stato annullato per mancanza di soldi. Il dramma è che molte comunità (riunita nel sindacato (National Association of Community Electrification Users) avevano già versato la propria quota (raccolta fra le famiglie) alla NEA che le ha utilizzate per coprire i propri buchi di bilancio.

Quest’anno i gruppi di consumatori hanno depositato oltre EURO 1.600.000 per finanziare 80 progetti che sembrerebbero scomparsi. Il Ministero dell’ Energia “declined to comment”. Gente disperata e incazzata che s’attacca a un governo ancora in fase di formazione, non presente e con qualche ministro già prossimo al processo e qualcuno accusato di violazione dei diritti umani. (il maoista Agni Sapkota, Ministro della Comunicazione). World Bank, Asian Dev. Bank e gli altri donatori potrebbero farci un pensiero su rilanciare un programma, per una volta sensato e concreto. Tanto più il 60% del Nepal rurale è senza elettricità e Kathmandu è spesso al buio.

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