Tre tazze di tè…vuote: le palle di Greg Mortenson

 Il post è stato aggiornato al 6/2/2012.

A proposito di scuole funzionanti e non, una trasmissione televisiva americana e un inchiesta fatta sul posto da Jon Krakauer (Three Cups of Deceit)  hanno rilevato alcune sorpresine. Greg Mortenson, come tanti nel bel mondo della cooperazione, sembrerebbe un gran contaballe. Lo ricordiamo autore del best seller strappalacrime Tre tazzè di tè (Rizzoli Editore, euro 9 in saldo) in cui si raccontava del suo impegno nelle zone di frontiera del Pakistan, delle scuole costruite e del suo “eroismo” (rapimenti, etc.). Un best seller, applaudito e che ha contribuito a far raccogliere alla sua associazione oltre USD 60 milioni (infatti adesso ne ha scritto un altro).

Gran parte delle storie sembrerebbero inventate e, cosa più grave, delle 141 scuole che dice di aver costruito solo poche funzionano e addirittura qualcuna non esiste. Esagerazioni e invenzioni, sembra; del resto è ciò che si legge in gran parte dei Bilanci Sociali delle aziende dell’industria dell’assistenza .

 Jon Krakauer ha però fornito tanta documentazione che ha indotto la controparte a una mezza ritirata. Lui, dopo tante voci su malefatte dell’Associazione, ha preso scarponi e zaino ed è partito per il Pamir (Baltistan). Lì è dicasa perché è un notissimo scalatore, autore, fra gli altri del libro-scandalo Aria Sottile, sulle tragiche (e vere) conseguenze dell’alpinismo commerciale sull’Everest.

Un pò protetto dall’establishment (lo stesso Obama ha donato oltre USD 100.000 e ha proposto Mortenson per il Nobel), il  Central Asia Institute (CIA)  era già sotto tiro per la mancanza di trasparenza, l’utilizzo personale dei fondi, la scarsezza di risultati.  Lo stesso Krakauer aveva donato oltre USD 75.000 ma, poi, ha voluto vederci chiaro.

Anche in questo caso le solite dichiarazioni, l’85% dei fondi raccolti finisce nei progetti (USD 4 milioni annui), ma ecco qui che, delle 141 scuole dichiarate costruite e funzionanti, almeno il 50% sono senza fondi, insegnanti e studenti. Nel suo viaggio, Krakauer, qualcuna neanche l’ha trovata. La scuola costruita per i nomadi Khirghizi (raccontata come un “impresa” nel  secondo libro di Mortenson) non ha mai funzionato, distante e non necessaria per la comunità.

Questa storia fa il paio con quella di Madonna e con le tante descritte in questo blog.

UPDATED: 6/2/2012

Nel frattempo negli USA s’è aperto un gran dibattito, la direzione dell’Associazione di Mortenson è stata rifatta, sono stati rivisti le procedure interne (greg-centered) e lo stato di attuazione dei progetti ritenuto non soddisfacente. Grag si è un pò ritirato anche a seguito delle due azioni legali (dirette a una class action) in cui è contestato che false rappresentazioni avevano indotto tante persone alle donazioni. Alcune associazioni di controllo del non-profit hanno segnalato che il CAI non aveva presentato (fino al 21010) gli auditing obbligatori e che oltre il 60% delle spese erano destinate alla pubblicità del libro (aerei, hotels, spot) ciò in base alle dichiarazioni fiscali del CAI.

2009 the charity’s tax form also showed it spent $4.6 million on what it described as “domestic outreach and education” to fund these speaking events at which Mortenson promoted his books.

If Mortenson did, in fact, donate “hundreds of thousands of dollars” to CAI as its board claims, there is no evidence of it in the charity’s audit or tax forms

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7 risposte a “Tre tazze di tè…vuote: le palle di Greg Mortenson

  1. Enrico, Krakauer ha sicuramente svolto un buon lavoro investigativo, ma non l’ha fatto direttamente in Pakistan e in Afghanistan ma intervistando chi era stato in quei luoghi. Ad esempio la foto di copertina di “Three Cups of Deceit” della famosa scuola nel Wakhan Corridor è stata fornita da Matthieu Paley e la testimonianza è dell’antropologo ted Callahan. Così è avvenuto per alcune zone del Pakistan visitate da collaboratori dell’ABC.

  2. Ciao Lorenzo
    hai ragione, mi erano giunte le info sul libro e una descrizione e non ho verificato, sapendo che comunque Krakauer qualche giro lì se l’è fatto.

  3. Io sono uno di quelli che crede nel lavoro di Greg Mortenson, pur non ‘mettendoci la mano sul fuoco’, per ovvie ragioni (purtroppo a questo mondo non si sa più a chi credere davvero…). Però Krakauer mi convince ancor meno (ho letto Aria Sottile, come anche Nelle Terre selvaggie.. ho letto anche delle polemiche seguite ad Aria Sottile e delle versionii ‘altre’ come quelle di Simone Moro, che conosco personalmente e che dal punto di vista alpinistico (e non), e di conoscenza delle regioni pakistane etc. è un po più credibile del giornalista americano (definirlo scrittore mi pare eccessivo).
    Percui… andrei piano con i giudizi sommari, e i ‘contaballe’ di turno…

    saluti

  4. Bè, non so. Aria Sottile è stata, comunque, una denuncia dell’alpinismo commerciale. Io incontrai una decina di giapponesi a Tyangboche, età media 50 anni, costo della spedizione usd 30.000 a testa e ben 4 stavano male a 3500 metri. Posso immaginare se fossero saliti, magari in elicottero.
    In genere i santoni (o aspiranti tali) mi destano qualche dubbio. I fatti raccontati su Mortenson sembrano verificati e verificabili. Io non ci sono stato e quindi concordo che è meglio “non mettere mani sul fuoco”, in un senso o nell’altro.

  5. La storia è molto bella……anche se non raccontasse la verità è molto coinvolgente.

  6. Ciao Enrico
    le notizie sono che la Fondazione continua a raccogliere fondi (e questo è già incredibile) negli USA. Mortenson continua a percepire uno stipendio ed agire come direttore malgrado la condanna al pagamento di 1 milione di dollari per mismanagement della stessa. Il co-autore del libro, David Oliver Rain, si è suicidato lo scorso dicembre, dopo aver denunciato Mortenson..
    Insomma una favola non tanto bella.

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