E’ finita la marmellata, storie di ONLUS

 Skype aiuta a tenere i contatti, ed ecco arrivare Lara, una ragazza che ha lavorato per oltre 7 anni nella ONLUS CCS Italia /Centro Cooperazione Sviluppo). Ora in fase di allontanamento come altri suoi colleghi. Il nome è di fantasia perché, dato l’ambiente, non troverebbe più un lavoro neanche incatenandosi.  Nelle ONG, società civile, progressiste,democratiche, di sinistra, l’Art. 18 non è mai esistito, i contratti anche per il personale in sede sono, di norma, a tempo determinato, quelli per il personale nei diversi paesi, di fatto, inesistenti (i locali sono licenziati senza problemi).  La sintesi dell’intervista è: dopo averci messo le mani in tanti, la marmellata è finita.

D: Tu conosci Kulchandra Silwal, tre figli e quattro anni di lavoro in CCS Italia in Nepal? Si, è stato licenziato senza preavviso nel 2008 ed è ancora senza lavoro.

Quindi? Noi non abbiamo detto né fatto niente e, poi, lo stesso è successo a noi della sede di Genova.

Lo sapevate che, sempre in Nepal a Kavre, sono stati tolti i salari a una ventina d’insegnanti, fin dal 2008, pagati dal CCS che significa 20 famiglie senza reddito? Noi non potevamo fare e dire niente. Il CCS ha avuto un enorme calo di sostegni mediamente il 15% all’anno negli ultimi 3 anni, a causa della pessima gestione. Sono stati assunte figure che prima non esistevano un dirigente, Alessandro Grassini (costo azienda euro 120.000 annui), un responsabile progetti tale Enrico Neri (costo azienda euro 75.000), spesi negli ultimi tre anni oltre euro 500.000 in marketing con pochi risultati, spesi 120.000 in avvocati e consulenti. I soldi sono finiti. O come ha detto un revisore dei conti “è esaurita la massa critica”. Infatti sono stati spesi fondi accumulati nelle passate gestioni . Fai conto che i sostegni sono passati da 22.548 nel 2006 a 13.275 nel 2011 con un calo delle entrate da euro 4.172.000 a 2.850.000. Nel contempo le spese per il personale sono passate da euro 293.035 (2006) a oltre euro 500.000 (nel 2011) e parliamo solo della sede di Genova. Hanno usato l’escamotage di far passare circa euro 250.000 (degli stipendi sede) sui soldi inviati nei paesi per i beneficiari.

E i progetti? Sono stati grandemente ridimensionati dal 2007, per la concentrazione delle spese nella struttura (passata da euro 701.000 nel 2006 a oltre euro 900.000 nel 2011) e, a mio avviso, per scarsa capacità progettuale. Penso che questa sia la causa del costante calo di sostenitori. Basta guardare il sito e vedere quanto poco si è fatto con oltre euro 2.800.000 all’anno. Un tempo veniva distribuito materiale didattico a oltre 23.000 bambini poi non si è fatto più neanche quello. Si è pensato più all’immagine che non alla sostanza. 

 Cioè? Per esempio tutti i costi relativi alle certificazioni, ai viaggi avanti e indietro dei consulenti. Una cosa solo di facciata perché la certificazione si ferma agli invii nei paesi, nessuno può certificare le spese dei partners che implementano i progetti.

Secondo te chi sono i responsabili di questo fallimento? Sicuramente il Comitato Direttivo che non è stato capace di gestire l’Associazione o se ne è fregato,  ma anche i dirigenti scelti dallo stesso, gente che ha trovato qui l’America, poco lavoro e tanto guadagno.

Chi sono i componenti del Direttivo? Dal 2007 sono entrati alcuni politici e loro amici (Fernanda Contri e Stefano Zara) e poi sono rimasti due inutili yes-man (Giorgio Zagami e Giancarlo Piano) che provenivano dalla passata gestione, segnata dai problemi giudiziari del 2006.

Ma la Contri e Zara, che sono esponenti di spicco del sistema politico e affaristico di Genova non hanno aiutato il CCS? La mia impressione è che abbiano avuto l’occasione per farsi un po’ di pubblicità (NDR: Zara è stato candidato alle primarie e poi, come sempre trombato, nel gennaio 2007 poco dopo la sua entrata nel CCS) e sistemare qualche loro conoscente. La Contri (Presidente fino al 2010) ha preferito ritirarsi per tempo, per fuggire dal fallimento dell’Associazione, poi, è sempre in giro con la sua “auto blu”. Sai che fa parte di una decina di Comitati di Garanzia, (fra cui l’inutile costosa Consulta Statutaria Ligure , euro 20.000 a seduta-NDR) tutti abbastanza inutili ma ben remunerati. Zara mi dà l’impressione che sia ormai un po’ andato ma, in genere, hanno troppi interessi da curare e proteggere per occuparsi in maniera seria del CCS.

Ma i soci chi sono? Quasi tutti parenti dei membri del Comitato Direttivo o degli avvocati loro amici che seguono il CCS a parcella piena, oltre 80.000 euro in un anno.

Cioè? Sono abbastanza noti a Genova e ben ammanicati con Comune, PD, porto e altro. Sono Manzitti, Di Franco e Ghibellini.

Vuoi dirmi che hanno ricevuto fior di parcelle, approvate da loro parenti o amici? In pratica sì.

Cosa succede ai dipendenti? Alcuni stanno intentando cause di lavoro cercando di prendersi anche loro qualche centinaio di migliaia di euro, altri sperano, vista la situazione, di sopravvivere nell’Associazione, altri che lavoravano con contratti a tempo determinato non hanno accettato quelli a termine e se ne sono andati. Il problema è che la sede di Genova chiuderà, il negozio è in deficit e ACRA (in cui il CCS confluirà)  non ha interesse a mantenere in piedi il CCS.

E per i dirigenti? Per loro non ci sono problemi si sono riciclati nella nuova Fondazione ACRA così come i membri del Comitato Direttivo e i revisori dei conti (NDR: bei conti)

Ma è stato comunicato ai sostenitori questo assorbimento? E’ una cosa che và avanti da un anno (dal 20\11\2010), l’interesse principale è non perdere il 5 per mille e non vedersi abbandonati dai sostenitori. Per questo sono stati un po’ restii a comunicarlo.

E ACRA si prende questo carrozzone, in caduta libera? ACRA si sostiene con i fondi pubblici (MAE , UE e Fondazioni) che sono in netto calo, ha provato con quelli privati ma gli è andata male, anche loro hanno bisogno di soldi per mantenersi e trovare co-finanziamenti pubblici e rastrellare fondi. Il CCS “fattura” ancora circa euro 2,5 milioni, licenziando personale, chiudendo la sede di Genova e diminuendo le attività verso i beneficiari, può essere un buon business per loro.

Non pensate di far un bell’esposto all’Agenzia delle ONLUS? E’ un idea che stiamo valutando, anche se, visto la compagnia, rischia di finire nella sabbia.

Gran parte della documentazione su questa vicenda è nei post precedenti, sui personaggi in DOCS e nei commenti. Un unico pensiero preso da un commento di Fabrizio, migliaia di Contri, Zara e loro compari hanno succhiato l’Italia e ora chi deve pagare la loro incapacità è la povera gente.

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19 risposte a “E’ finita la marmellata, storie di ONLUS

  1. Dal 2008 CCS sembra sparito dall’elenco degli ammessi al 5 per mille, almeno questo….

  2. Una combinazione fortunata! Martedi ho cliccato su un banner che da un po’ di giorni vedo qua e là e che parla di adottare un bambino a distanza e ho mandato per curiosità il mio indirizzo email. Con mia moglie è da tanto che vorremmo farne una. Ieri mi è arrivata una lunga mail che vi copio in parte (lunghissima e molto sdolcinata) a firma di Stefano Zara presidente

    Caro Pier,
    oggi è nata una storia d’amore! Una storia unica, meravigliosa, a cui tu hai dato inizio con la tua richiesta di informazioni che ha riempito il cuore di tutti noi di CCS Italia di gioia.
    Perché il tuo sostegno a distanza sarà proprio questo: un’amicizia, una storia d’amore, una famiglia. Tu sarai per un bambino una mamma, un papà, un fratello maggiore … sarai la scuola dove imparerà a leggere e a scrivere, il pasto che lo farà crescere, la medicina che gli farà tornare il sorriso (…) Per iniziare il sostegno compila e inviaci la scheda di adesione che trovi in allegato, un bambino povero ha bisogno proprio di te … donagli il tuo amore, salva la sua vita!
    Grazie per quello che vorrai fare per un bambino in difficoltà.
    Stefano Zara
    Presidente CCS Italia

    Oggi- mi sono detto -cerco qualche notizia in più perché sinceramente ho trovato eccessivo questo messaggio che mi ha insospettito, così sono capitato in questo sito e devo ringraziarvi perché stavo per finire nelle mani sbagliate. Ma non ci sono controlli su queste onlus che si fanno immagino tanta pubblicità (chissà a che costi, visto che il banner circola da diversi giorni su internet)? Ho letto anche della storia di AGIRE e di Haiti. Avevo mandato anch’io un SMS purtroppo a loro. Ho letto sul Corriere di oggi che la agenzia del terzo settore e delle onlus viene chiusa dalla Fornero. Per fortuna, con tutte queste truffe era un altro carrozzone inutile mangiasoldi che han fatto bene a chiudere. Mi sembra che facciate meglio voi su questo sito di quanto non abbia fatto l’agenzia delle onlus. Mettetene in piedi voi una! Un ex donatore grato

  3. Sono anch’io fra i dipenenti che sono stati costretti ad abbandonare l’associazione per le ragioni elencate. Volevo solo precisare che le spese di struttura hanno superato largamente l’impegno che le ONLUS hanno di mantenerle entro il 20% dell’entrate.
    Anche questo dovrebbe rientrare nell’ipotesi di un esposto.
    Nel 2007 hanno raggiunto il 40% (euro 1.400.000); nel 2008 il 30% (euro 1.006.000) nel 2009 sono nuovamente salite al 35% (euro 1.100.000). Questo tralsciando le spese sostenute per mantenere uffici, macchine, case, viaggi, benefits ed espatriati nei diversi paesi che aggiungerebbero un ulteriore 30-35% ai soldi non utilizzati per i progetti.

  4. Caro Pier, c’è da piangere per lo schifo e ciò contribuisce alle ragioni per cui stanno chiudendo. Purtroppo chi ci ha rimesso, in questa gestione di incompetenti, sono stati i beneficiari in Nepal, Cambogia, Mozambico. Persone che, senza tanto miele, avevano bisogno d’opportunità e aiuti. Fortunatamente non tutti sono così, a te, come ad altri, il compito di trovare forme migliori (e di controllarle) a cui donare. L’Agenzia delle ONLUS è un dei tanti enti inutili. Per i lavoratori del CCS ci sono altri mezzi per salvaguardare i loro diritti e quelli di chi credeva nell’Associazione.

  5. La bozza di decreto legge sulla semplificazione fiscale prevedeva maggiori poteri nei controlli da parte della Guardia di Finanza, vediamo cosa si approva….

  6. E’ incredibile la lettera di Stefano Zara, ha ragione l’intervistato quando scrive che è andato. Purtroppo ha tenuto le chiappe serrate , per anni, in qualche CDA di nomina pubblica o parapubblica: Aereoporto di Genova, Sviluppo Genova, Iride etc. Con i risultati ben noti. Nel frattempo con le società Metis Spa (cancellata), Costa Edutainment (cancellata), ClickMobility spa (cancellata), Netikos spa (cancellata), Vortalia (cancellata) ha dato, per anni, consulenze al settore pubblico genovese. Fra cui l’AMT (Municipalizzata Trasporti) che sta fallendo.
    Meglio che scriva quelle letterine visti i risultati delle sue attività di consulente e imprenditore con i soldi pubblici.

  7. Nel 2010, MPS (Monte dei Paschi) ha iniziato un’avventura imprenditoriale chiamata Moda e Solidarietà con ACRA http://www.acra.it/index.php?option=com_content&view=article&id=763&Itemid=80)
    Anche qui un completo fallimento voluto dai lottizzatori noti della banca stessa. La pessima gestione complessiva della Banca ha provocato:

    “Banca Monte Paschi annuncia un taglio di costi del personale e i sindacati proclamano uno sciopero che a Siena non si vedeva da oltre 20 anni. Intorno a Mps l’aria si fa pesante. Oltre alle tensioni finanziarie che stanno colpendo la Fondazione Mps che man mano dovrà allentare la presa di controllo sulla banca, nel gruppo scatta l’allerta dei sindacati che chiederanno ai dipendenti di incrociare le braccia venerdì 16 marzo per un totale di 15 ore.”

  8. Penso che, come in altri settori, qui ha sperato negli agganci politici, chi non è stato capace di innovarsi e essere credibile, chi non ha avuto un management capace, sia destinato a scomparire. Questo può essere un bene per il sistema, meno per i lavoratori, che seleziona le aziende/ONG più efficenti e meritorie. Penso che, nel 2011, ci sia stato un calo generale delle donazioni che ha colpito maggiormente le ONG\ONLUS che non sono stati capaci nè hanno saputo dimostrare di saper perseguire la loro mission.
    Da quello che ho letto e visto sul loro sito, sicuramente CCS Italia è una di queste.
    Come per altre aziende in altri settori, spesso la colpa non è del mercato ma della cattiva dirigenza.

  9. Buonasera
    sono andata a leggermi i progetti realizzati con circa 2.500.000 euro e sono veramenti scarni e poco concreti. Ma la cosa più stravagante è questa iniziativa fatta verso i bambini di Kavre http://www.ccsit.org/ccsit/_ita_NS315.html.
    In sintesi, sperduti fra le montagne del Nepal, hanno celebrato l’anniversario della nascita di Martin Luther King, per amor didio, una persona importante ma quanto ignota e distante dai bambini, figli di contadini di un villaggio di montagna nepalese, Vorrei anche aggiungere che le persone di colore in Nepal sono considerate negativamente, con l’idea in testa dei miti del Ramayama, quando gli dei combattevano gli scuri demoni di Lanka. Una conferenza tenuta da un attivista americana nei villaggi di Kavre, in un inglese, che nessuno riesce a capire suona ridicolo.
    Forse era meglio far conoscere Gandhi, Nehru, o i costruttori del Nepal moderno come i Koirala, il vecchio Bhattarai o tanti altri che sono stati imprigionati negli anni ’50 per riportare la democrazia in Nepal durante il regime dei Rana.
    Gente strana questi qui del CCS e fuori dalla realtà.

  10. Fra le cose curiose del CCS c’è che nel 2007, il titolare della società DMP di Genova ha patteggiato la pena per le accuse di sovrafatturazione di servizi di volantinaggio proprio a danno di questa organizzazione, con un danno di qualche decina di migliaia di euro. I fatti si riferisconso al 2005 e 2006 quando erano in carica gli stessi amministratori (Giorgio Zagami Giancarlo Piano) e gli stessi revisori dei conti attuali.
    Nel 2011 la stessa DMP, malgrado tutto, ha ripreso a lavorare per il CCS.http://www.genovapress.com/Cronaca/indagati-caso-ccs-respinta-richiesta-dissequestro-dei-beni.html

  11. A proposito di MPS, una delle banche più lottizzate d’Italia e in mano al PD (questo spiega l’iniziativa con la ONG di partito ACRA), leggiamo oggi che dopo le solite dispute interne al partito senese si pensa di nominare il banchiere d’area Profumo, sotto inchiesta dalla procura di Milano per una presuenta frode fiscale (a proposito delle iniziative di Monti). La crisi della banca, lo ricordiamo, nacque dall’operazione Antonveneta, sopravvalutata, in un giro solo parzialmente chiarito di favori e tangenti. Alla salute dei lavoratori.

  12. Ciao Enrico
    ti scrivo dalla Cambogia dove, come saprai, i progetti del CCS sono stati sospesi per mancanza di soldi. Lo stesso accadrà in Nepal. Spero che i sostenitori sappiano che i soldi versati sono finiti a coprire buoneuscite da decine di migliaia dieuro per i dipendenti, salari per dirigenti incapaci, certificazioni e consulenti inutili.
    I cinque membri del CDA dovrebero essere denunciati per l’uso dissennato dei fondi, se ci fosse qualcuno che controllasse tali utilizzi.

  13. Ci sono tante riflessioni da fare a proposito. Innanzitutto, non si capisce come mai in Italia l’attività investigativa delle autorità viene avviata sempre soltanto dopo articoli, trasmissioni televisive, ecc. Ma queste ns autorità che fanno tutto il tempo? Come lavorano? L’altra riflessione fondamentale è che non si capisce lo stupore dell’opinione pubblica per la vicenda. E’ da anni che si sa che il MPS è gestito in maniera sindacale/politica con scelte manageriali scellerate. Dall’acquisizione della B121 per 2.500 miliardi di vecchie lire (la gran parte andata a partiti e personaggi che si conoscono bene), salvo poi smantellarla senza capire mai il motivo dell’acquisto. All’acquisizione della Antonveneta per una cifra superiore alla stessa capitalizzazione del MPS. Santander (che capitalizzava 48 mld vs i 5/6 del MPS) l’ha ceduta subito, non credendo ai propri occhi. Poi che dire di tutti i manager del MPS scelti sempre dalla segreteria del PD senza alcune capacità? Sconvolgente!!!

  14. E’ ben strana la storia di Giorgio Zagami. E’ stato dal 2003 al 2006 membro del Consiglio d’Amministrazione sottoposto ad inchiesta giudiziari con cui avrà condiviso decisioni e benefici (buoni pasto telefono gratis, viaggi in giro per il mondo). Poi è rimasto lì cercando di ottenere qualche spintarella\beneficio dai nuovi politici (si parla di una consulenza all’Università sulla scia di Zara). Ma, date le note capacità ha concluso poco. Anche nel suo lavoro alla Costa, appena successo il dramma della Concordia, ha pensato di bene di abbandonare anche lui la barca per un nuovo lavoro con la MSC Crociere. Ora, anche lì, i casi di salmonella. Non porterà mica sfiga.

  15. “è esaurita la massa critica” ?

    e meno male, forse che i gonzi donatori si stiano svegliando ? salari da 10000 euro al mese, ecco dove finiscono le loro donazioni.

    ma la gente si svegliera’ mai ?

  16. Si, come previsto con ACRA hanno litigato per i soldi più che di progetti e strategie, del resto scarse.
    Cosa curiosa che non sono stati pubblicati i bilanci 2013 e 2014 di CCS. Ciò a triste conferma di una situazione di liquidazione di fatto.

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