Cambogia, il business delle zanzare

C’è un che di preveggenza su quanto scritto qualche mese fa sulla lotta alla malaria in Cambogia. Sta uscendo, con sempre maggiori particolari, uno scandalo che ha coinvolto il Global Fund delle Nazioni Unite,  i funzionari del ministero della sanità e la compagnia Sumitomo Chemical di Singapore, che, con finanziamenti del Global Fund (to Fight AIDS, Tuberculosis and Malaria), vendette alla Cambogia milioni di dollari di anti-malaria mosquito nets fra il 2007 e il 2010, a prezzi risulterebbe, doppi rispetto a quelli di mercato.

Al centro dell’inchiesta, su cui, come sempre, gli enti coinvolti danno pochi dettagli vi è il National Malaria Center già segnalato in passati controlli delle NU per “uncovered credible and substantive evidence of serious financial wrongdoing, on procurement and other issues”. La situazione ha bloccato, per fortuna, un ulteriore finanziamento previsto per aprile 2013 di quasi USD 50 milioni. La cosa curiosa è che tutti stano zitti: il Global Fund, le ambasciate dei donatori e il capo dei controller del Global Fund, tale John Parsons, che risulterebbe cacciato dopo una lite con il direttore dl Fondo Michel Kazatchkine.

Secondo fonti non ufficiali si tratterebbe di un colossale giro di mazzette fra la società di Singapore, funzionari internazionali dl Global Fund e burocrati locali del ministero della sanità. Senza dare ascolto alle malelingue sarebbe, come minimo, la solita mancanza di controllo e menefreghismo da parte dei funzionari dell’industria dell’assistenza. Attendiamo che qui, come in tutti gli scandali della cooperazione internazionale (anche nel nostro piccolo per i 9 milioni di euro spariti dai fondi di Agire e VIS per Haiti) che qualcuno si degni di dare informazioni ai donatori (tax payers) e beneficiari. 

Un’ altra brutta figura dell’Occidente in un paese che sta sempre più scivolando nella sfera economica cinese. Un maxi accordo è stato firmato in questi giorni per portare il commercio fra i due paesi a USD 5 miliardi nel prossimo triennio e ciò grazie a un piano massiccio d’investimenti (nell’industria tessile, cementifera, nelle infrastrutture) per centinaia di milioni di dollari. Forse, per contrastare, questo passaggio e per rilanciare l’immagine occidentale è arrivato a  Phnom Penh, il Presidente USA Obama durante il suo tour nel Sud-est asiatico (è la prima visita di un presidente USA nel paese). Ha incontrato quel furbacchione di Hun Sen che cercherà di spillargli, con al scusa di contrastare gli investimenti cinesi, qualche miliardo di dollari i aiuti e si disinteresserà, come sempre, degli appelli per i diritti umani dei suoi cittadini. Poca gente lungo la strada (al contrario che in Birmania) e qualcuno con i cartelloni SOS, gente scacciata dalle loro terre e case che sperano nell’intercxessione di  Obama .  

Di positivo, nella regione, c’è che si sta intensificando uno dei maggiori fattori di sviluppo cioè l’integrazione economica e di procedure fra i vari paesi nell’ambito del programma Ayeyawady-Chao Phraya-Mekong Economic Cooperation Strategy (ACMECS) ( fra Thailandia, Cambogia, Boirmania, Laos e Vietnam). Un esempio è l’accordo fra Thailandia e Cambogia (che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo 21 novembre) per un visto unico per entrare nei due paesi, un progetto destinato ad allargarsi agli altri 3. Un vantaggio per i 20 milioni di turisti che vanno annualmente in Thailandia e per i 3 che arrivano i Cambogia.

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3 risposte a “Cambogia, il business delle zanzare

  1. spiace dirlo, ma i cinesi almeno le cose che devono fare le fanno… nessuna retorica buonista, ma almeno se dicono “ponte”, un ponte fanno.
    che dopo ci sia corruzione anche lì, questo a loro frega poco. (d’altronde non devono risponderne ai “tax payers”…)

    che Obama possa riportare il sud-est asiatico nella sfera occidentale ne dubito, al passimo potrebbe strappare qualche accordo decente.
    di certo, se saranno bravi laggiù potrebbero ottenere molto.

  2. non vedo dove sia il problema negli investimenti cinesi, se non si muovono loro non lo fa nessuno qui.

    parlando di ponti, qui a Phnom Penh i cinesi stanno giusto costruendo il nuovo ponte accanto a quello Japponese.

    su Hun Sen cos’altro c’e’ da dire, ma se non ci fosse lui ci sarebbero altri come lui, e’ tutto il sistema a essere figlio del peccato originale, se anche avessero vinto i monarchici anni fa credete non ci sarebbe la solita faida intestina al potere ? la gente in adorazione per Sihanouk poi, che sostenendo i Khmer Rouge e’ stato il loro carnefice, qua non esiste alcuna memoria storica, e’ un paese veramente ancora in puberta’ e i problemi odierni diventeranno ancora peggiori in futuro specialmente per il trend attuale sull’esproprio dei terreni.

    nulla puo’ cambiare fino a che i cambogiani sanno a malapena leggere e scrivere, buona parte di loro sono analfabeti totali e stanno pure benissimo cosi’ a loro dire, con questi presupposti dove si potra’ andare a finire ? perche’ poi manco sanno guidare decentemente, manco hanno rispetto per la vita umana, siamo in piena barbaria e questo perche’ al governo va benissimo che ci sia una elite istruita e ricca e una massa informa di straccioni analfabeti con le pezze al culo, non vedo muoversi una sola figlia riguardo il welfare e l’istruzione pubblica, come fossero “non problemi” e infatti non riguardano minimamente l’elite dominante, tanto meno il Re che fino a ieri se ne stava in Francia da 20 anni.

    emergenza malaria e Deng ? ma infatti i nodi verranno al pettine, come la situazione e’ esplosiva anche in Thailandia e non ci possono fare assolutamente nulla, non e’ neppure immaginabile che attuino difese contro le zanzare come a Singapore o HongKong, sara’ il solito disastro in chiave sud est asiatica ma tanto qua nessuno piu’ di niente, morisse anche 1 milione di persone la vita qua va avanti e la gente tira avanti a campare, mi fa incazzare comunque che ora miliardi verranno buttati nel cesso per “risolvere il problema”, sappiamo benissimo che il problema e’ irrisolvibile senza riforme strutturali sui corsi d’acqua, canali, fogne, e tutto il resto, ossia fantascenza per laos/cambogia/thailandia.

  3. La carità e la lotta contro le zanzare vanno oggi di pari passo. Infatti coloro che non si curano di combattere le zanzare anche per mezzo di disinfestanti sono proprio gli artefici della diavoleria nel mondo moderno.

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