Lavorare a Kathmandu

conflitto nepal, banepa 2006Francesco è un bravo ragazzo, trapiantato da anni in Nepal e proprietario, nei pressi di Bakthapur di un tranquillo, bello e ben gestito albergo (qui). Era nel suo hotel anche durante il conflitto quando tutto era più difficile e, un po, pericoloso, ed ha resistito, ai maoisti che mangiavano e dormivano da lui senza pagare, ai continui bandha (scioperi) e coprifuoco che bloccavano ogni movimento.

Finito il conflitto, la tranquillità, per lui e molti nepalesi, non è arrivata. La stabilità politica, prerogativa, per uno sviluppo equilibrato del paese non è stata, ancora, raggiunta. Ancora si discute come e se andare alle elezioni per rieleggere l’Assemblea legislativa sciolta da mesi e finire la costituzione.

Nel frattempo, il Nepal entrato nel mercato della finanza ha avuto la sua bella bolla speculativa immobiliare, i mutui regalati, l’aumento, ingestito, degli aiuti internazionali (per aiutare il paese a consolidare la pace). Tutto questo ha prodotto un aumento del denaro circolante che ha generato inflazione, aumento ininterrotto dei beni fondamentali, pochi ricchi e tanti più poveri di prima. Nella pratica affitti, riso, verdure, trasporti, lenticchie, olio di soia, gas e benzina sono aumentati mediamente del 15% negli ultimi cinque anni. Oggi si prevede che, con il raccolto agricolo scarso, aumenteranno anche di più. In altri post abbiamo visto i costi per vivere di una famiglia della nuova borghesia. Per tante cose la vita costa meno in Occidente . Insomma il mondo si è appiattito.

Per questo la gente protesta o migra. Gli studenti sono riusciti a bloccare l’aumento delle bombole del gas, fondamentali per cucinare e riscaldare; l’energia elettrica manca mediamente 16 ore al giorno; l’acqua inizierà ad esaurirsi nelle aree meridionali della Valle. Oggi 20 persone del movimento Occupy Baluwar sono state arrestate. Chiedevano giustizia per l’uccisione di un presunto militante maoista (Maina Sunuwar) ucciso e torturato nel Nepal Army Peace Operation Training Center a Panchkhal (Kavre) dove vengono preparate le truppe per le operazioni delle Nazioni Unite. Lasciamo perdere, e vediamo cosa scrive Francesco.

Oggi hanno provato a dire che avrebbero aumentato a breve una bombola del gas (14Kg) da 1600 a 2200 rupie. Io in Gennaio tenevo aperta la stufa a gas in camera 2 ore al giorno…E…visto che è taroccato anche il gas, dopo 8-10 giorni bombola finita. 4 bombole al mese sono adesso 55-60 euro, se ci fosse l’ aumento quasi 80. Per scaldare una camera 2 ore su 24.

Un generatore per l’ellettricità si beve 1 litro di gasolio ogni 45 minuti, + di un euro all’ora + varie spese di manutenzione.

Una cassa da 12 birre prodotte in Nepal (con vari marchi) costa circa 2300 rupie (20 euro), una da 66 cl. 185-190 rupie all’ingrosso; a Milano in supermercati si trova a meno di un eur, (meno della metà che qui). Spaghetti “Zara”, circa un euro e mezzo per mezzo kilo. E se si fa’ la pasta, molto meglio farla a mano. Più buona e costa meno.

Un kg. di pollo da disossare (Ma in tanti villaggi quando mangiano il pollo mangiano anche le ossa) costa più di 2 euro..

Parlando di acquisti, salvo artigianato “Autentico” che però bisogna saper riconoscere altrimenti si prendono pacchi inenarrabili. Ormai convengono solo i giacconi taroccati north-face (ottimi, salvo le cerniere) e le sigarette.

Io auspico una legge che obblighi a mettersi in regola tutti, locande-guest hopuse-hotels e ristoranti.Che fissi un salario minimo per tutti i Ragazzi che ci lavorano, previdenza etc…E che venga rispettata, perchè qualche legge ci sarebbe anche. Poi non ci saranno più camere a 15-20 dollari, ovviamente, ma ci sarà un minimo di giustizia in più. Sogni…

C’è gente che per diventare Guida professionale (turistica o trekking) ha fatto sacrifici, studiato…Speso soldi e soldi (il costo della licenza è di euro 2000), e restano senza lavoro perchè il turista si fà abbindolare dalla prima persona che incontra in qualsiasi Durbar Square, convinto di spendere meno. Ci sono agenzie che pagano affitto, tasse, staff in modo normale…E si trovano a non lavorare perchè c’è quella che così non fa’, costa il 30% in meno al turista. Ce ne sarebbero kilometri da scrivere sul turismo irresponsabile. E spesso chi più ha, più irresponsabile è. Salvo eccezioni e ho conosciuto eccezioni che qui hanno lasciato il cuore e tanti aiuti. Peccato che siano la minoranza, come in tutto il mondo.

E a quelli che dicono che viaggiano senza soldi, che in Italia c’è crisi…E’ vero ma…Dico solo che il 90% della popolazione nepalese non riesce manco a uscire dal Nepal e che quei soldi che spendono per un volo a-r equivalgono a + di un anno di stipendio medio nepalino. E tenete a mente che se uno prende 15 usd a camera, come mai farà a pagare salari, spese, tasse, manutenzione ?

Arriverà una rivoluzione giusta ? Il Nepal arriverà a poter far parte del mondo ? Dipende anche da Voi perchè il turismo è, potenzialmente, l’unica risorsa per questo amatissimo Paese

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11 risposte a “Lavorare a Kathmandu

  1. Namaste Enrico, grazie per aver segnalato qui quanto avevo scritto altrove. Due precisazioni: Qui al Planet Bhaktapur Prachanda e Battharai vennero, con un nutrito staff, prima della pace…Qui fecero tanti colloqui coi ministri che venivano a incontrarli. Qui, però, forse perchè sapevano che io sto in Nepal per lasciare e non per prendere, la prima volta pagarono luce, gas e cibo. La seconda pagarono anche le camere e addirittura si lavavano i piatti nel lavellone in giardino. Non solo. Vennero in tanti. Dissi a una Donna che pensava alle loro soluzioni logistiche: “Siete in 50, vedete come lavorano in cucina i Ragazzi ? Siete comunisti ? Anch’io…Da domani io dico ai Ragazzi di scioperare contro di me se non mandate qualcuno dei vostri ad aiutare in cucina.” Lei rise e dalla sera stessa 5 Ragazzi maoini stettero ad aiutare in cucina.
    Seconda precisazione: Io ho aiutato i Ragazzi a tirar su un po’ tutto, ma non sono proprietario…Semplicemente dò una mano, anche tre, per trovare Ospiti che ci consentano di tirare avanti. Sono public relation man, hehehe.
    Questo Planet Bhaktapur è e resterà nepalino, a chi sta con me dagli inizi. Ed era Persona con 9 fra fratelli e sorelle, e nessun danè…
    Siamo una specie di ngo senza dirlo a nessuno…Meglio travestirsi da quello che guadagna e lasciare a chi ha bisogno quello che arriva. Gli Ospiti che arrivano se ne rendono conto e ci vogliono bene.
    Tutto qui,
    Un salutone nepalino,
    Namaste !
    Francesco

  2. Grazie per questo bel post. E’ vero, i prezzi sono aumentati tanto. Anche quelli del dal o delle spezie. quei ragazzi che spesso lavorano nei ristoranti per i turisti esigenti, quelli che pagano un piatto internazionale 1200 o 1500 rupie….bè…quei ragazzi che lavorano in quei ristoranti spesso lo fanno per 12 ore al giorno guadagnando 60 euro al mese. ma l’affitto di una stanza di 15 metri quadri costa 25 euro e altre 15 vanno via per il cibo e i trasporti. Volevo dire una cosa. So chi è Francesco, anche se lui non si ricorderà di me. E’ stato molto coraggioso e tenace a proseguire la sua attività, ne sono lieta. Tanti italiani in Nepal però, uno in particolare, non si sono comportati allo stesso modo. In Nepal apparentemente per seguire un sentimento o un’ambizione, sono fuggiti da problemi in madrepatria e hanno pensato di potersi rifare sulla povera gente. Persone che sfruttano i nepalesi dando loro un dollaro o due al giorno per lavori pesantissimi; persone che non li pagano quando ritengono che il lavoro non sia stato svolto come essi ritengono (o come il capriccio del turista interpellato dopo 3 birre ritiene). Persone che per salvare le apparenze improvvisano associazioni di aiuti ai poveri dove conta più la visibilità sociale che la reale apertura dei borselli danarosi.Persone che si permettono di prendere in giro ed insultare gli italiani perchè si ritengono migliori, perchè si ritengono i piccoli capi di un esercito di poveri lavoratori nepalesi. Davanti a questi soggetti provo vergogna ad essere italiana, un’italiana in Nepal, anche se un’Italiana che va e viene. Preferisco allora chi, dopo aver provato e aver constatato che lavorare onestamente senza sfruttare nessuno era impossibile, ha preferito andarsene. I maoisti in casa, le minacce, le aggressioni…ma la mano vicina degli amici nepalesi che erano divenuti loro cari. Hanno rinunciato, ma adesso hanno la coscienza pulita e i loro amici nepalesi hanno ancora nostalgia di loro e della loro compagnia.

  3. Questo articolo mi ha fatto molto riflettere.
    Non so quanto può essere cambiata la situazione, ricordo 2 anni fa che quando decisi di stabilirmi qualche mese in Nepal (in bassa stagione) trovai da dormire a costi contenuti.

    Una stanzetta, in un alberghetto vecchio ma pulito, a 4 euro (6 dollari) a notte (bagno sul piano). Poi, in un monastero buddista, ad esempio, mi pare circa la stessa cifra, però in camerata (3/4 letti), ma in aggiunta pensione completa.
    Era il mio turismo “irresponsabile”?
    Devo essere sincero, con tutta la buona volontà, non mi viene da crederlo.
    15 dollari per una stanza in albergo troppo “poco”?
    Uno stipendio (basso certo) è di 60/80 dollari al mese, facendo un parallelo in italia una stanza d’albergo dovrebbe venire, minimo, 150/200 euro a notte (1/4 di uno stipendio molto basso). E sarebbe ancora “troppo poco”.
    Quindi, il prezzo giusto qual è?
    20 dollari? 30? in parallelo…300 euro? 350 euro?
    Valutando anche l’urbanistica di Kathmandu (si è costruito tantissimo)…mi sembra naturale che i prezzi siano così e altre cifre mi sembrano a rigor di logica inconcepibili.

    Se poi si sta parlando di turismo di lusso, ovvio è un altro discorso.
    Ci possono essere delle nicchie da curare, volendo. Alberghi da 200 dollari a notte e più.
    Certo, è difficile immaginare che decollerà con decisione una realtà del genere, in un posto dove le “autostrade” per le attività più interessanti sono delle trappole mortali e i partiti lottano per mantenere il proprio potere attraverso l’instabilità.

    Insomma, alla fine dei conti, non ci si può proprio lamentare di chi ha ancora il coraggio di visitare il Nepal e queste lamentele a me sembrano un pò le tipiche di ogni commerciante del mondo. Sicuramente con un fondo di verità, ma prendersela in primis con il “turista” (che in Nepal è vittima quotidiana di tentativi di raggiri o estorsioni) è, opinione mia, decisamente il punto di partenza sbagliato.

  4. Ciao Francesco e grazie per le precisazioni. Per il resto e’ interessante capire cosa significa essere turista “responsabile”, senza il brand sbandierato da qualche organizzazione.

  5. Riconfermo la mia stima per Francesco e per chi come lui rispetta il Nepal e vive in armonia con esso. Secondo me essere turisti responsabili in Nepal è difficile perchè spesso è difficile capire qulai siano le dinamiche che girano dietro a certe attività. E’ difficile in Nepal come nel resto del mondo. si può stare attenti, quello si, ma è difficile. Una cosa è certa: è difficile capire cosa succede quando un turista paga 50 dollari al giorno per un trekking (dormendo in tenda e mangiando al sacco) mentre il portatore che lo serve dalla mattina alla sera guadagna 2 euro al giorno. Si può ritenere di essere responsabili perchè si è aiutato qualcuno. Ma quanto lo abbiamo aiutato? Forse la cosa migliore è parlare bene di loro al loro Boss. E incrociare le dita.

  6. Ciao Sonia, penso che hai ragione. Essere responsabili e’ prima di tutto comportarsi bene, dando dignità a chi lavora. Poi, i sistemi tenderanno a un qualche equilibrio, spesso imperfetto, dove comanda, purtroppo sempre, la legge la domanda e dell’ offerta.
    In attesa che qualcuno riesca a governar la e a renderla più equa.

  7. Brava sonia, hai detto una cosa sacrosanta. Non dimentichiamo come il turismo è una risorsa e ci vuole anche l’obiettività di pensare che una persona, catapultata in un mondo simile, difficilmente avrà riferimenti semplici per analizzare le dinamiche lo circondano (ed è, e rimane, in primis un fruitore di servizi). La buona predisposizione umana è certo la cosa più importante e poi il buonsenso. Farne di una questione prettamente economica, senza contestualizzarla adeguatamente, è fuorviante.

  8. io ho viaggiato in piu’ di 50 paesi, principalmente come backpacker low-cost, NON penso esista una formula magica per il turismo “responsabile”, non penso neppure forse possa esistere essendo il turista quasi sempre irresponsabile.

    irresponsabile proprio perche’ il turista ignaro dei costi della vita locale contribuisce a creare una intera industria intorno a lui, che poi finisce per tenere per le palle gli stessi autoctoni che finiscono per dipendere al 100% dal turismo, posti bellissimi ridotti a disneyland inquinate, truffe e scam di ogni tipo, speculazione edilizia, avventurieri che si re-inventano come “esperti” tour operators, guide, o sicofanti.

    quanto a Kathmandu, mancava la corrente 20 ore al giorno anche nel 2009 se e’ per questo.
    non vedo soluzioni per questa povera citta’, e’ una guerra tra poveri, ormai e’ un posto maledetto e nessuno muovera’ un dito per aiutarli, chi puo’ scappa giustamente.

    i maoisti poi, scusate ma avendo vissuto in cina devo proprio dire hanno preso tutto il peggio dei veri maoisti cinesi, spaccare tutto per poi chiedersi come risolvere i problemi quotidiani, la corrente che manca 20 ore al giorno, il gas taroccato, le strade intasate, cumuli di immondizia ovunque, acqua inquinata, malattie, epidemie, questi non sanno manco che pesci piglilare, negli ospedali senti la puzza di morto gia’ 30 metri fuori dal cancello, forse si aspettano che dall’alto la World Bank e l’IMF gli regalino miliardi di dollari, chi lo sa, i prezzi che leggo qua sono semplicemente allucinanti, una cassa da 24 lattine di birra in cambogia costa solo 11-12$, sigarette L&M 0.5$, marlboro 1$ … affitti a Phnom Penh in zone decenti dai 100$ in su, 200$ per una roba carina, 3-400$ per una roba high-end con contratto in agenzia e tutto in regola, acqua 5$ al mese, elettricita’ 0.25$ per 1KW e siamo in cambogia dove di norma non funziona un cazzo.

    e’ una tragedia ma con la cricca di Prachanda il Nepal sara’ presto il nuovo Bangladesh, non che loro lo vogliano magari, ma sara’ inevitabile non hanno gli skills necessari per organizzarsi e per organizzare una nazione funzionante.

    il turismo sicuramente forse e’ la loro unica speranza, ma come si fa a fare certi prezzi ? quanti turisti accetterano di spendere certe cifre per avere servizi da quarto mondo ? perche’ io onestamente non ho visto grosse differenze tra certe aree di Kathmandu e certe aree schifose di Delhi o Calcutta e anzi sicuramente in India stanno anche meglio per moltissime cose.

    la tassa maoista poi quando lasci l’aereoporto non e’ certo un incentivo a ritornare poi ! ma qualcuno dovrebbe insegnare a questa gente che il turista puo’ benissimo andare altrove e spendere pure molto meno, questi proprio non ci arrivano, si facciano un giro in Tibet o Xinjiang o Mongolia.

  9. Infatti in Cambogia arrivano 2 milioni di turisti contro i poco più di 500 mila del Nepal. Qui si è rimasti ai tempi delle gabelle sui commerci far Cina e India, dove ogni occasione era buona per strappare qualche soldo.
    Phnom Penh rispetto a Kathmandu e’ come Ginevra con Napoli, imparagonabili come organizzazione ma, forse, i secondi più affascinanti.
    Non penso sia possibile paragonare i maoisti cinesi con quelli nepalesi, per fortuna. I secondi sono dei gran casinari, perfettamente integrati con il resto dei politici locali.
    Sui prezzi, Kathamndu sconta il fatto di essere landlocked, di avere carburante ed energia a singhiozzo e di non aver un Hun Sen che, nel bene e nel male, da stabilità.

  10. nmaste sono Stefano ed ho vissuto in Indi 16 anni consecutivi ed anche in Cambodia Laos e Tailandia ora sono in Nepal da 4 anni ed ho un business visa e conduco una fabbrichetta di prodotti di cartoleria classatori mappette buste eccetera faccio lavorare 14 persone e alla fin del mese mi restan si e no 20000 rupie vivo come i nepalesi mangio dhal bath e fumo le pilotr amo questo paese alla follia e non volgio andarmene i nepalesi per me son i milgiori tra gli asiatici e parlo per esperienza comunque i prezzi son fuori di testa per tutto e spesso mi chiedo come i nepalesi possan vivere scrivetemi ad omcheese@yahoo.com vorrei conoscere stranieri che amno il Nepal come me e Francesco qua per dare e non per prendere a scapito anche del nostro benessere personale

  11. sembra che nessuno segua piu questo post cmq io son sempre qua e le nostre idee ed ideali non cambiano Jei Nepal Jei Shanta Vishal

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