Nepal: seconda notte all’aperto

villaggi nepal terremotoIl grande prato di Thundikel pieno di gente avvolta in coperte e saccoapelo, tende improvvisate riempono lo stadio Dasrath; ogni spazio aperto comprese i bahal dei monasteri sono pieni di gente che ha paura a tornare nelle case, molte crepate e pericolose. Tante scosse, una potente oggi alle 13. Il tempo, normalmente caldo e secco, in questa stagione ha portato oggi forti piogge (e freddo) dalle 5 di questo pomeriggio (anche l’aereoporto è stato chiuso per qualche ora).

Le notizie positive sono che è scattata, pur nel disastro, una grande cooperazione e autorganizzazione da parte delle persone, stanno arrivando massicci aiuti dall’India e l’aereoporto (intasato) funziona.

Negative sono quelle che arrivano dai villaggi, ancora pohi quelli raggiungibili: case distrutte e morti nei distretti collinari prossimi a Kathmandu come Sindupalchowk (150 vittime), Dhading, Nuwakot e la colpitissima Gorkha. Purtroppo tutto si aspettano che il conto delle bittime non si fermi a 2000 ma raggiunga cifre ben più alte. 150 alpinisti sono dispersi al Campo Base dell’Everest, valanghe sono state segnalate al Makalu e tutta l’area del Manang è isolata.

Dove abbiamo lavorato, a Kavre tante case distrutte, 80 vittime, qualcuna anche a Thulo Parsel dove abbiamo tanti amici.

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