Take care of 1 village, nepal terremoto

BAMBINO LIBRO NEPAL TERREMOTO

L’apertura delle scuole e gli esami della 10+2 (secondarie superiori) per passare aL college hanno rinfrancato genitori e studenti, pur con classi tenute in condizioni di grave disagio: all’aperto, sotto tende o in rifugi di fortuna. Nel Thimal, Timal (Kavre) sono danneggiate le scuole che costruimmo o ristrutturammo negli anni passati:  Mahangkal L.S.S, Nirmala L.S.S., Pancha Kanya H.S.S. , Bal Bikash P.S. , Kalidevi P.S. a Thulo Parsel. A Bolde Pediche, la Dorje Gyang , la Shree Himalayan e la Bidya Bikash a Narayansthan. La Radha Krishna a Chapakori. Nessun danno alle scuole di Meche ma tante case distrutte. Per queste scuole, superata l’emergenza monsonica, intendiamo agire per rimetterle a posto.

Allo stato, come emerge dal survey effettuato, è, però, urgente provvedere le lamiere di zinco ondulato (jasta) per assicurare un riparo alle oltre 3.000 famiglie con case distrutte o seriamente danneggiate. Il costo per 12 pezzi di lamiera ondulata è di circa 90 euro e partiremo con una raccolta fondi a breve e alle prime distribuzioni nei prossimi giorni. Già sono stati consegnati dalla ONG locale (e da altre) generi di prima necessità e teloni ma, quest’ultimi, non possono resistere a tre mesi di piogge.

Sono 1519 le case totalmente crollate nell’area ciò significa circa 7.000 persone che dovranno ricostruirle. Il governo, parteciperà con un contributo che non è stato ancora definito e ha già disposto la somma di euro 150 per una sistemazione provvisoria. L’idea è quella di identificare le famiglie più bisognose e partecipare alle spese di ricostruzione. Selezione delle famiglie e gestione dei contributi verrà affidata all’unica entità comunitaria funzionante, cioè i Comitati Scolastici dei singoli villaggi.

Il progetto d’intervento che sta per partire si chiama Take Care of 1 Village e sarà gestito dagli stessi abitanti dei villaggi: Bolde Pediche, Thulo Prasel, Narayansthan, Meche, Chapakori di questa parte del distretto di Kavre chiamata Timal. Posti che conosciamo, che amiamo e dove abbiamo lavorato per anni con gente meravigliosa.

Come è naturale che accada sia a livello nazionale che internazionale l’iniziale spinta emotiva per aiutare le popolazioni colpite tende a passare, ma i problemi, purtroppo, saranno di lunga durata, specie nei villaggi.

Con il ritorno a scuola degli scolari vi è stato anche la ripresa dei lavori dell’Assemblea Costituente da cui il paese attende da 10 anni una nuova costituzione, sistema elettorale, organizzazione degli enti locali. Come tanti scolaretti i partiti hanno rilanciato la promessa che, entro metà luglio, sarà approvata, almeno il primo draft, per la nuova costituzione.

Contemporaneamente il governo ha emanato nuove direttive, più stringenti, riguardo alle oltre 50.000 ONG e 200 INGO registrate in Nepal. In teoria ogni progetto dovrà essere approvato dai ministeri competenti pena la cancellazione dai registri delle ONG inadempienti. La prima impressione è che rimarrà sulla carta ed è destinato solo a placare la crescente sfiducia dei nepalesi nell’industria del’assistenza accusata di poca trasparenza, legami con i potenti e di non utilizzare le risorse locali, preferendo esperti internazionali strapagati. E’ di questi giorni la denuncia di alcuni giornali sui molti occidentali (immigrati clandestini) che lavorano nel settore con visti turistici e, quindi, fuori da leggi fiscali e del lavoro.

Una situazione ben sintetizzata dalla giovane giornalista Bidushi Dhungel (Nepali Times):

Nepalis are squeezed: between boulders, revolutionary leftists and oppressive rightists, between tradition and modernity, and as we’ve recently realised, between the Indian and Eurasian tectonic plates. If you think about it, we are also sandwiched between seamlessly corrupt, inefficient governments and arrogant less-than-transparent donors. Which is probably why, when the earthquake hit on 25 April, most people didn’t turn to the government or donors for help, they turned to each other. People want to give directly to survivors through volunteers on the ground.

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4 risposte a “Take care of 1 village, nepal terremoto

  1. Statement of Doctor Without Border (MSF)
    On Tuesday 2 June, a helicopter delivering humanitarian aid crashed in Sindhupalchowk district, Nepal.
    We can confirm that the flight was chartered by Médecins Sans Frontières (MSF) and we are currently working to confirm the identities of the victims of the crash.
    MSF extends its heartfelt sympathy to the family and friends of all of the people who lost their lives in this accident.
    We trust that the privacy of the families will be respected at this difficult time, and continue to offer our support to all affected staff and their families.

  2. Food shortage in some mountains villages in Gorkha DistrictAs we cope with multifaceted crises after mega earthquake of April 25, food shortages are hitting hard people in remote villages of Gorkha. Sirdibas, Chumchet, Lho, Bihi, Prok, Samagaun and Chekampar villages in northern Gorkha have not been able to even buy rice after Nepal Food Corporation’s warehouses in Machhakhola and Sridibas ran out of food stocks.

  3. There are only 4 fattorie in Nepal producing zinc sheets. Today the government reduced at 15% duty on import.
    The government has also revised the list of relief items enjoying tax waiver facility. The cabinet meeting held on Friday revised the Guidelines on Customs Duty Waiver on Relief Materials. According to officials, only organizations working in distribution of humanitarian aid will be allowed to handle relief material.

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