Il nostro amico Salam Singh Tamang

Salam è un amico per molti di noi (nepalesi e italiani che hanno lavorato, viaggiato e vissuto in Nepal) è anche da quindici anni, il direttore della ONG Sahakarya Ra Bikas Nepal (significa Cooperazione e Sviluppo) che opera con successo nel Timal e nei villaggi che vorremmo aiutare con il progetto Take Care of 1 village. Ora è nei villaggi ha consegnare le jasta (onduline zincate) che grazie alle persone e organizzazioni che sono parte del progetto è stato possibile acquistare. Ne servono molte altre ma contiamo di riuscirci, anche se le strade sterrate sono più difficili da percorrere con l’avanzare del mosnone. Si sta creando un network virtuoso di piccole ONLUS (è di pochi giorni fa la partecipazione di Libri contro Fucili Onlus (http://www.libricontrofucili.org/) che s’aggiunge al partner storico 12 Dicembre (http://www.12dicembre.org/) e di tante persone che contribuiscono anche con iniziative, idee, lavoro.

Al centro c’è Salam e i suoi ragazzi Tamang che ha fatto, subito, un survey sui danni e si è mosso per portare i primi aiuti, solidarietà e partecipazione alla sua gente. Anche altri si sono mossi, persone che magari vivono all’estero o migrati da anni dai villaggi. E’ stato grazie a loro che questi posti, da sempre dimenticati da governo e grandi ONG, hanno ricevuto qualcosa.

Un amico ha scritto la sua storia e un altro l’ha intervistato.

Salam ha un viso tondo e buono, la sua storia è quella di tanti Tamang che hanno cercato di sopravvivere migrando a Kathmandu, trent’anni fa, quando era ancora giovane.Ha fatto il portatore nelle strade e nei trekking, la guida e, poi, ha iniziato lavorare per la cooperazione internazionale nel suo villaggio (Thulo Parsel, Timal Kavre). La corrente elettrica è arrivata solo 5 anni fà, grazie anche al suo lavoro, ma non c’è ancor oggi  acqua corrente, servizi sociali e sanitari.

La gente vive di mais e patate, tantissimi scappano all’estero. Salam vorrebbe evitare tutto questo è una persona onesta, seria che crede nel suo lavoro. Un elemento raro fra chi lavora nella cooperazione. La sua NGO, dopo aver fatto piccoli progetti (scuole, sostegno all’educazione), ampliò l’attività dal 2003 grazie al sostegno a distanza di migliaia di sostenitori italiani; risorse che finanziarono un programma integrato e apprezzato per migliorare le condizioni materiali e sociali delle sue comunità (educazione, elettrificazione, sanità). Salam ( e i suoi collaboratori, quasi tutti tamang dei villaggi) furono i creatori, ispiratori e organizzatori di questo importante lavoro. Iniziarono a lavorare in modo diverso rispetto alle altre INGO e UN, direttamente con le comunità, senza passare per le burocrazie nazionali e locali.

Quando, nel 2004, fu costruita la prima scuola del progetto (BalBikas a Thulo Parsel) i contadini Magar e Tamang  mostrarono con orgoglio le mani con la quale l’avevano costruita, racconta commosso Salam, e le spese sostenute, a cui tutta la comunità aveva partecipato. Mi dicevano, con queste mani abbiamo costruito la scuola per i nostri figli. Il luogo era sperduto fra le colline del Nepal.
Salam ha lavorato duro e, negli anni, ha tessuto un rapporto profondo con le comunità, fatto di fiducia e stima. Ciò gli ha permesso di lavorare anche negli anni del conflitto, quando tante organizzazioni internazionali preferirono scappare a Kathmandu. Il suo lavoro ha portato benessere, educazione, salute alla sua gente; oltre 800 bambini hanno potuto andare all’asilo e ricevere integrazioni alimentari, 3000 ricevevano due volte all’anno materiale didattico che sgravava di costi insopportabili i bilanci delle famiglie, oltre 100 insegnanti sono stati assunti per migliorare la qualità dell’educazione e tante altre cose per la salute, i bufali per le famiglie più povere, la sanità in cooperazione con l’ospedale comunitario di Dhulikel. Collaboriamo per farlo continuare.

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