Intoccabili

Fuori di melone: gente come Amato (euro 1.050 di pensione al giorno), deputati e senatori che si lamentano di non arrivare a fine mese, ex-membri della corte della Corte Costituzionale come la mia cara amica Contri con pensioni d’oro e benefits; più tutto il resto che questa gente succhia con posti pagati nelle Fondazioni, Autorità, Comitati di garanzia che nessuno riesce ad abolire. Oltre che fuori di melone questa gente è fuori dalla realtà,  brutta cosa  per chi ha governato e governa un paese in piena recessione. Ma la colpa non è di una classe dirigente fallimentare, una casta d’intoccabili, concentrata sui propri interessi, ma della Grecia, come dice Passera. Lasciamo perdere l’Italia se non smetto anche di scrivere in italiano per protesta.

Più nella realtà, la Corte Suprema nepalese che ha imposto, subito ubbidita, di ritirare macchine e benzina agli ex-primi ministri, lì Monti non c’è.

Mentre in Italia scorazzano quelli che sarebbero veramente da rendere intoccabili (cioè emarginarli per demeriti), in Nepal quelli veri e poveri prendono delle gran botte. A Kathmandu cresce del 54% l’uso d’internet, tutti hanno i telefonini, qualcuno usa l’IPAD ma nei villaggi se un Dalit entra in cucina viene ancora ammazzato.

Si torna indietro di 250 anni alla Legge fondamentale,  il Muluki Ain (1854),  scritto dal capostipite della dittatura secolare dei Rana ( Jung Bahadur) dopo il suo viaggio in Europa dove capì come sottomettere i governati, attraverso leggi e codici. L’insieme di norme del Muluki Ain regolava ogni aspetto della vita sociale del Nepal (matrimoni, proprietà, diritti) e incorpora in un sistema legale le discriminazioni sociali e annullò l’autogoverno delle diverse comunità. In testa i Thagadhari, coloro che indossano la Sacra Corda (Bahun, Chetri, alte caste Newari); Namasyane Matwali (bevitori d’alcol non schiavizzabili) qui hanno inserito le tribù guerriere che hanno aiutato i sovrani Gorkha nella conquista del Nepal (Magar, Gurung) e le caste più basse dei Newari; Masyane Matwali (schiavizzabili bevitori d’alcol) tutti i gruppi d’origine tibetana (Sherpa, Tamang, Dolpali, Limbu, Chepang), i Tharu del Terai; Pani (acqua) nachalne (non prendibile)choichoto halnu naparne, sono le caste impure (da cui non prendere cibo a acqua) ma avvicinabili, in cui furono inseriti i musulmani, gli europei, le caste basse newari e hindu; Pani nachalne chiochoti halnu parne, (gli intoccabili) in cui finirono i lavoratori più umili,  raggruppati nei Dalit (fabbri, sarti, pellai, macellai, musicisti, etc.).

 Ovviamente la scala dei diritti e delle garanzie scendeva in base all’appartenenza di casta e, infatti, malgrado la democrazia e i maoisti, i Dalit sono solo il 13% dei membri dell’Assemblea Costituente e non mi risulta che nessuno sia nel governo. In Nepal sono circa 3 milioni, vivono normalmente in gruppi isolati di case ai margini dei villaggi, più forte è la discriminazione nelle pianure del Terai;  più tolleranza fra le colline dove vivono Tamang , Gurung e Magar.

 In questi giorni, un ragazzo entra nella cucina di una tea house nel remoto villaggio di Jubita (distretto occidentale di Kalikot) sulla strada che porta a Humla, fra colline secche,  e due Thakuri (Chetri) lo pestano fino ad ammazzarlo. A Saptari nel sud, una famiglia è espulsa dal villaggio, picchiata perché uno dei membri ha sposato una ragazza di una casta più elevata. Spesso la differenza economica è minima fra caste alte e basse nei villaggi ed è una guerra fra poveri, per l’accesso al pozzo, per qualche pezzo di legno. In queste lotte s’intravedono non solo vecchie tradizioni ma i malesseri della povertà.

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3 risposte a “Intoccabili

  1. Veramente da dichiarare intoccabili i membri della classe dirigente che ha portato il paese a questo punto senza intervenire per raddrizzare distorsioni evidenti. Abbiamo i costi più alti d’europa per le assicurazioni, le banche, l’energia, le autostrade, la sanità, la politica, le amministrazioni locali, il lavoro e via discorrendo.
    W il Nepal con tutti suoi casini.

  2. Interessante iniziativa del governo nepalese quella di provvedere un bonus di Nrs. 100.000 (circa euro 1000) alle coppie formate da appartenenti a caste diverse.

  3. Kashimaya BK, 51, del villaggio di Jamune (distretto di Tanahun) è una donna Dalit che, stanca dei fastidi provocati dalle caste alte per l’accesso al pozzo, ne ha costruito uno lei. Costo euro 26.000 che ha raccolto con un prestito e vendendo della terra. Adesso i Dalit del villaggio (circa 100 persone) hanno il loro pozzo. Un esempio di cooperazione e inclusione senza tante parole.

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