Italia: inizio di una rivoluzione?

Ciao Enrico, Sono un impiegato con famiglia, mi piace viaggiare ma ora non ce la posso più fare. Ho il mutuo, l’IMU e tasse varie e la casa mi costa più che un affitto. Quando non arrivano spese straordinarie che mi rovinano. Avevo letto sui tuoi posts dei contadini indiani che si suicidavano perché non potevano pagare gli usurai, del progressivo appiattimento del mondo dove un impiegato di Bombay ha lo stesso reddito (basso) di uno di Milano. Questo sta accadendo,  ma in Italia la gente non s’ammazza per colpa degli usurai ma dello Stato.

Forse iniziamo a renderci conto che abbiamo mantenuto, votato e apprezzato tanti Bokassa che facevano politica come si sceglie di fare il truffatore, il topo d’ appartamenti, lo scippatore. Per arricchirsi in fretta senza fatica, sulle spalle degli altri. I partiti non esistono più, sono solo centri d’affari con il loro capetto locale o nazionale e i vari clienti. Un sistema di truffatori che si dipana dal centro alla periferia, passando attraverso enti, fondazioni, authority, comitati di garanzia, inutili, con migliaia di persone e con migliaia di politici bolliti che li dirigono e che spandono corruzione. Tutto a spese di chi lavora e produce.

Lo stato non è dei cittadini ma di queste consorterie che se ne fregano della volontà dei sudditi e vivono nell’illegalità. Guarda il finanziamento pubblico ai partiti bocciato nel referendum e girato in “rimborsi elettorali” 10 volte più alte delle spese; guarda la norma che determina il numero di consiglieri regionali da sole 2 regioni rispettata e le altre con il 30-50% di consiglieri di troppo (si parla di milioni di euro buttati). Soldi che dovrebbero andare alle imprese per i crediti che lo stato non paga o alle famiglie per arrivare alla quarta (o terza settimana).

Siamo dei coglioni, ci fidiamo dei giornali italiani che incensano Monti, della Marcegaglia (grande industria) che lavora anche grazie alle commesse statali e ai finanziamenti pubblici, ai sindacati che con cassa integrazione, buone uscite, scivoli (tutti a carico dello stato) hanno collaborato con la grande industrie a farsi i cazzi propri  e fare a pezzi il Paese. Abbiamo i costi dell’energia, delle banche, delle assicurazioni, più alti d’Europa: gli azionisti e i dirigenti di queste aziende sono parte della classe dirigente di cui Monti e la sua cricca è l’ultima espressione, presentabile.

Paraculi come i vecchi democristiani, girano cifre falsificate, inventate per dimostrare che stanno lavorando “per i nostri figli” e non per difendere un sistema di privilegi e rendite di posizione di cui sono, da sempre, parte. Non sono riusciti a eliminare un solo spreco, una sola spesa inutile dello stato ma velocissimi ad aumentare tasse e alzare l’età pensionabile. I cittadini sono in guerra con questo sistema è ed è una guerra di sopravvivenza.

Non possiamo fare come i maoisti indiani e combattere nelle foreste, non abbiamo più la rabbia né le foreste ma almeno non farci prendere per il culo e non pagare più multe, tasse (chi può), balzelli. E non votare alle prossime amministrative, non scegliere fra furfanti e malfattori. Così forse questo sistema illegale crolla e si rifà tutto: selezione classe dirigente, sistema elettorale, istituzioni. Così lo stato   non funziona più. Del resto, come hai scritto, il sistema parlamentare risale al 1800.

Ciao Renzo (in vendita)

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7 risposte a “Italia: inizio di una rivoluzione?

  1. Siamo un paese di vigliacchi senza palle,incapaci di ogni reazione,schiavizzati per salvare le banche,i giovani e i padri e madri di famiglia si dovrebbero vergognare di permettere tutto ciò che stà accadendo senza neanche protestare.

  2. Per far incazzare ancora di più Marco e per segnalare come i partiti siano sistemi di potere in accordo fra loro, indico il nuovo libro di Ferruccio Sansa e Claudio Gatti: Il sottobosco, Chiare Lettere euro 10.http://www.ultimabooks.it/il-sottobosco#descrizione.
    Il comitato d’affari di D’Alema, quello di Scaiola, in un allegro connubio. Ne avevamo già parlato nel post https://crespienrico.wordpress.com/?s=valvassini.
    Nel libro compaiono anche tanti personaggi citati in altri posts, della serie: quando i parassiti cercano di mascherarsi da beneffattori.

  3. Come sempre nella storia italiana, quando la gente e’ al limite della sopportazione, salta fuori il terrorismo, la strategia della tensione. Un modo di sviare l’attenzione dalla lotta quotidiana per la sopravvivenza

  4. Che fine hanno fatto i peggiori banchieri del mondo, quelli che hanno speculato sui muti e venduto spazzatura ai risparmiatori. Tutti bene grazie e malgrado gli interventi dello stato (le nostre tasse) per salvare il salvabile.
    Il caso più clamoroso quello dell’ex Ad di Merril Lync, Stan O’Neil, oggi fa parte di un altro consiglio di amministrazione: quello della Alcoa. O’Neil, per lasciare la banca d’affari americana ha ottenuto una buonuscita da 160 milioni di dollari.
    L’ex amministratore delegato della fallita Lehman Brothers, Richard Fuld, lavora per Matrix Advisor, un hedge fund che appunto spreme valore da una societa’, salvo poi abbandonarla per cercarne un’altra con la quale ripetere l’operazione.
    Adam Applegarth, gia’ amministratore delegato della Northern Rock, la banca fuori dalle cui filiali, a Londra, si formarono nel 2007 lunghe code di risparmiatori che attendevano di ritirare i propri soldi. L’istituto, che aveva puntato tutto sui mutui, venne salvato solo grazie alla nazionalizzazione. Applegarth, invece, e’ prima passato al fondo hedge Apollo Management, per poi “mettersi in proprio”, fondando la Beechwood Property Management
    Kathleen Corbet, ex presidente di Standard & Poor’s. Dopo il 2007 ha lasciato la societa’ di rating per lavorare in una piccola banca di investimenti che si occupa del settore energetico.
    Fred Goodwin, ex Ad della Royal Bank of Scotland, ribattezzato “peggior banchiere al mondo”, dopo aver costretto alla nazionalizzazione del colosso banacario, si e’ rassegnato alla pensione, a soli 50 anni. Percepisce 703 mila sterline all’anno, pari a 1.004.500 euro, oltre 83.700 euro al mese, circa 2.790 euro al giorno

  5. purtroppo il titolo del post, dopo notizie come quelle che tu porti, sembra soltanto beffardo, nessuna reazione né in Italia né altrove, e perfino il moderatissimo Obama è in bilico…

    vorrei comunque riportarle nel mio blog, se sei d’accordo…

    sono anche convinto che se da qualche parte nel mondo uscisse un candidato serio, non un buffone alla Grillo, che cominciasse a dire seriamente queste cose, lo farebbero fuori subito…

  6. L’Italia sembra alla frutta. Grandi proclami come è consuetudini di una classe dirigente fallimentare. Hai ragione, l’unica alternativa rimane il non-voto, sperando che il sistema crolli e che sia obbligato a rinnovarsi.
    Pensa che non sono riusciti neanche a fare una legge elettorale seria, quella banda di cialtroni.
    C’è da dire che forse qualcosa non funziona nel sistema di selezione della classe dirigente, in Italia come altrove. Come detto altre volte penso che il sistema parlamentare (con annessi e connessi) risalente all’800 non vada più bene. Ci vuole coraggio per sostituirlo con qualcosa più efficente e che porti al governo degli amministratori e non degli affaristi.

  7. sono assolutamente d’accordo con te, e ogni giorno trovo persone diverse che la pensano esattamente alla stessa maniera.

    ma poi non riescono a fare massa, a confluire in una corrente di opinione, a indirizzare l’opinione pubblica.

    l’ultima trovata del sistema per automantenersi è stato Beppe Grillo, il cialtrone.

    chi potrebbe seriamente mettere il paese in mano ad un uomo simile?

    ed ecco che si sono messi a pompare lui, fino a che il gioco gli è sfuggito di mano e ora lo pompano controvoglia continuando ad attaccarlo.

    ma naturalmente le persone sensate che davvero pensano ad una alternativa sono completamente tenute lontano di riflettori, non sia mai che aggreghino davvero lo scontento in una forma credibile…

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